CREATOR: gd-jpeg v1.0 (using IJG JPEG v62), quality = 75?

E se il cessate il fuoco fosse una super cazzola? È svanita la scusa dell’attentato del 7 ottobre. Ora vi dico io cosa accadrà. Israele e Stati Uniti armano e sostengono Hamas quindi è al guinzaglio, questo è fatto. Le cose si calmeranno ma al momento opportuno, nel momento in cui l’opinione pubblica sarà distratta da altro e le luci sulla Palestina si segneranno, ecco che Israele e USA, per ragion economica, di potere o di Stato, chiederanno ad Hamas di fare un altro attentato in Israele… a quel punto i Sionisti raderanno al suolo Gaza e estirperanno i palestinesi.

E se il cessate il fuoco fosse una super cazzola

È un copione scritto in corridoi d’ombra: si fermano le pistole davanti alle telecamere, si firma un foglio che profuma di tregua e di tregua ha soltanto il nome. Il cessate il fuoco è una sceneggiatura perfetta, la pausa di respiro che serve per riordinare i burattini. Le bandiere sventolano sulle rovine come se niente fosse — ma dietro, nei locali dove non arrivano i flash, si tratta la nuova fornitura, si segnano i conti, si ripuliscono gli alibi.Hanno imparato l’arte del doppio tempo: prima costruiscono l’emergenza, poi costruiscono la soluzione alla loro emergenza.

E quando le luci si abbasseranno

E quando la gente abbassa lo sguardo — stordita da scandali, partite, bollette, nuove tragedie mediatiche — ecco che il braccio che tira il guinzaglio non si stanca: lo tende ancora. Ancora un attentato, o qualcosa che vi somigli abbastanza da inquietare il mondo. Un fuoco che accende le luci, un sangue mediatico che giustifica qualunque rasatura totale.Non è paranoia: è una coreografia che si ripete. Economie che respirano armi, poteri che misurano il territorio come fossero speculazioni — e in mezzo la popolazione, quella che conta come numero su una slide. Ti dicono che è per la sicurezza, per la pace, per la stabilità — parole tampone che cancellano volti.

E se il cessate il fuoco fosse una super cazzola

Poi, con la calma artificiale ottenuta, scatta l’operazione definitiva: parola d’ordine, annientamento. E la storia, come sempre, si scrive sui resti.Ma non è uno spettacolo senza testimoni: chi guarda, scrive, e urla, e non si rassegna — resta scomodo. E la verità, quando è pronunciata abbastanza forte, incrina la scenografia. Non dico che sia inevitabile, dico che la macchina esiste, gira, e cerca il momento propizio. Chi la vede — e la chiama per nome — rompe il tempo con una domanda: chi ci guadagna davvero?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *