Coez è un inutile anti musica e anti spettacolo… un cantante senza canto, senza intonazione, senza grazia. Suona con una band di scappati di casa, martellatori da gran cassa con delle linee ritmiche da orchite. I suoi brani hanno il senso scomposto della vastità vuota dell’inutilità.
Coez è un inutile anti musica
E i primi quattro brani hanno la stessa sessione ritmica, talmente identica da sembrare un copia-incolla fatto per disperazione: e dagli spalti probabilmente pensano sia un brano unico, una spirale sonora che gira come un ventilatore rotto.Un live monotono che scivola come pietre ruzzolanti da una montagna senza sapere dove andare.
Approssimativi
Non conto le volte che hanno perso il ritmo e le volte in cui il batterista ha dovuto raddoppiare sui piatti per far rientrare tutti… un equilibrista del caos che cerca di salvare una baracca già franata. E il bassista? La manualità è talmente impastata che sembra suonare con delle protesi in legno, con le corde che implorano la liberazione.È confermato: sono incapaci. Dopo il settimo brano la linea ritmica è sempre la stessa, un battito ripetuto fino alla tortura, incapace di generare dinamiche, soluzioni, coraggio, qualsiasi cosa che abbia a che fare con la musica viva.
Coez è un inutile anti musica
Tutto piatto, monocorde, prevedibile: una giostra che gira a vuoto con la stessa canzone sparata all’infinito.E poi, come se il quadro non fosse già abbastanza grottesco, sul palco entrano insieme a lui altri due loschi figuri visibilmente inondati di Gin Tonic… L’ombra di Tommaso Paradiso e Franco 126 risultato? “Ajo oddio mannaggia la zozza” (Cit. I soliti ignoti di Mario Monicelli). Il tutto è una bestemmia per le anime che hanno creato questa arte, un insulto al lavoro di ogni musicista che ha versato sudore vero per esistere su un palco.
Inutili
Una deriva alcolico-vocale che completa l’opera: un anti spettacolo dentro l’anti musica, un caos che non ha neanche la dignità del coraggio, solo la goffaggine di chi confonde l’ubriachezza con il talento.In quella vastità vuota dell’inutilità, Coez continua a camminare convinto di lasciare una traccia. Ma l’unica traccia è quel deserto sonoro in cui perfino la polvere si rifiuta di restare… non commento la seconda serata.
