Ogni anno la stessa pappa made in Mediaset. Cambiano i titoli, cambiano i comunicati stampa, cambiano le fotografie patinate, ma il prodotto resta sempre identico. Mediaset presenta i palinsesti 2026-2027 come se fosse davanti a una rivoluzione culturale, quando in realtà ci troviamo di fronte all’ennesima rotazione degli stessi volti, degli stessi format e delle stesse dinamiche televisive che da decenni anestetizzano il pubblico.
Ogni anno la stessa pappa made in Mediaset
Pier Silvio Berlusconi rivendica con orgoglio il sorpasso sulla Rai… complimenti. È come vincere la gara per stabilire chi produce il sonnifero più efficace. Da una parte il servizio pubblico, dall’altra la televisione commerciale: due modelli che ormai si inseguono copiandosi a vicenda, fino a diventare quasi indistinguibili un po’ come la sinistra e la destra del nostro Parlamento.
Vip? Di cosa?
Il Grande Fratello Vip torna ancora. Evidentemente il materiale umano da rinchiudere in una casa non finisce mai. Opinionisti, concorrenti, polemiche costruite a tavolino, amori di plastica e indignazioni programmate: un gigantesco laboratorio dove la banalità viene confezionata come fosse un evento nazionale.
Ogni anno la stessa pappa made in Mediaset… sua maestà inutilità
Maria De Filippi continua a rappresentare il cuore produttivo di Mediaset. Amici, C’è Posta per Te, Tu Sì Que Vales, Temptation Island. Programmi perfettamente oliati, costruiti con una professionalità indiscutibile, ma che trasformano emozioni, relazioni e perfino il dolore in prodotti da prima serata, consumati e dimenticati con la stessa velocità di uno spot pubblicitario.
Poi arrivano loro…
Poi arrivano gli speciali musicali. Irama, Achille Lauro, Emma, Giorgia, Eros Ramazzotti, Pooh. Una sfilata di celebrazioni continue, dove la televisione finisce spesso per raccontare se stessa, premiando continuamente i protagonisti del proprio sistema.
Ogni anno la stessa pappa made in Mediaset 🤮
Le fiction non sorprendono più. Poliziotti, santi, detective, drammi familiari, seconde stagioni, terze stagioni e nuove vite che sembrano tutte scritte con lo stesso stampino. La televisione italiana continua a rassicurare invece di rischiare, preferisce il già visto al possibile capolavoro. Anche i game show ritornano come vecchi elettrodomestici rimessi a nuovo: Passaparola, Ok, il Prezzo è Giusto!, Chi vuol essere milionario?, La Ruota della Fortuna. Non si investe davvero sul futuro, si lucida il passato e lo si vende come nostalgia.
Innovazione? 🤣🤣🤣
Intanto ci raccontano che questa sarebbe innovazione. In realtà è soltanto la dimostrazione di quanto la televisione italiana abbia paura del nuovo. Si cambiano le confezioni, si sostituisce qualche conduttore, si spostano i programmi di qualche ora e tutto viene presentato come una svolta storica.
La vera domanda, però, non riguarda Mediaset, riguarda il pubblico. Perché se dopo vent’anni gli stessi meccanismi continuano a funzionare, significa che la televisione non è soltanto lo specchio del Paese… è il riflesso perfetto della demenza collettiva… la voglia di non far funzionare il cervello… un’abitudine collettiva: consumare sempre le stesse idee, lamentarsene il giorno dopo e tornare puntualmente davanti allo schermo la sera successiva.
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