Ci vuole una certa solennità per prendersi cura della società, come se fosse un saturnale giornaliero. Restaurarla giorno dopo giorno, come un’opera meravigliosa ritrovata da sempre. Restaurarla dalla violenza fisica, da quella verbale e da quella psicologica. Curare le ferite che, per sua natura, porta con sé: povertà, degrado, abbandono, malattia, categorizzazione del bene e del male.

Prendersi cura della società, come se fosse un saturnale giornaliero

Sapete chi sa fare bene questa pratica? I bambini. Se avessero la parola, gli animali. Ma sicuramente non gli esseri umani adulti, quelli volontariamente consapevoli che il loro stortume sia necessario al bene. La società ha necessità di essere depurata da se stessa… un detox della sapienza acquisita e resa ragione di un essere ritenuta vera. Il silenzio aiuta molto… il non pronunciare estremizzazioni classiste, quelle spesso assunte attraverso gli integratori di regime che la politica fornisce alla farmacia del mondo. Raccontare la verità aiuterebbe.

Cosa aiuterebbe?

Aiuterebbe non promuovere produzioni artistiche di scarso valore o inneggianti ai falsi idoli della strada… aiuterebbe non dare voce a criminali per i quali si dovrebbe proporre una chiave di cioccolato a cui, ahimè, vengono invece lasciati spazi radiofonici e televisivi per raccontare fatti e misfatti. Quello che più farebbe bene a questa società malata sarebbe riconoscerla e riconoscersi malati. Soltanto quando il malato si rende conto della propria condizione accetta e collabora alla terapia.

Prendersi cura della società, come se fosse un saturnale giornaliero

Che sia una terapia sconosciuta, sperimentale, internazionale o aliena… poco conta… ciò che invece conta è la consapevolezza di volerla con tutto se stessi. Un quadro di Michelangelo non si autorestaura… un malato non si autocura… una società non si autoestingue… ciò che la distrugge è il non fare… è il rendersi inutili.

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