Studenti italiani siete ciechi? Dovreste prendere esempio dai ragazzi francesi ma voi siete smidollati senza cultura anche se andate all’università e non avete anima e coraggio per riprendervi il vostro. Le rivolte partono dalla cultura civica e voi non né avete più. Siete tali e quali ai vostri smidollati genitori. In Francia i pompieri le hanno date di santa ragione alla gendarmeria, 3 milioni di persone in piazza a protestare contro una società ormai agli sgoccioli… loro stanno meglio di noi e pure sono in piazza. Famiglie senza cultura civica creano ragazzi senza cultura civica. I francesi sono civismo avanzato, gli italiani pummarola, pizza, chatIA e niente più.
Studenti italiani siete ciechi?
Vi hanno insegnato a prendere un voto, trovare una raccomandazione, abbassare la testa, chiamando maturità quella rassegnazione che vi sta mangiando il futuro. Sapete ripetere un manuale, ma davanti a un diritto calpestato cercate una scusa, mentre chi decide ringrazia per questa vostra comodissima assenza collettiva.
La cultura civica comincia quando il problema del vicino smette di sembrarvi una seccatura e diventa una responsabilità che riguarda la vostra vita. In casa, la parola prudenza serve a imbalsamare ogni protesta, finché il silenzio diventa un’eredità consegnata ai figli insieme alle chiavi di casa.
Vita senza dignità
Vi stupite se vi offrono lavoro senza dignità, affitti impossibili, un domani provvisorio, mentre continuate a chiamare normalità il prezzo della vostra resa. A chi resta sul divano dico che indignarsi davanti allo schermo costa pochissimo, organizzarsi insieme agli altri pretende finalmente un pezzo di coraggio.
Le università dovrebbero essere officine di pensiero critico, luoghi dove imparare a riconoscere un abuso e trovare insieme la forza per contestarlo pubblicamente, ma anche in questo caso, mancano i professori con cultura civica e politica per guidare una rivolta intellettuale. Una laurea usata per sistemarsi lascia intatta la miseria collettiva, perché il sapere perde il suo senso quando diventa una carriera senza coscienza.
Studenti italiani siete ciechi?
Chi studia dovrebbe saper leggere il proprio tempo, riconoscere le ingiustizie, rifiutare l’educazione all’obbedienza che trasforma ogni cittadino in un candidato al silenzio. Ci sono ragazzi che resistono, e proprio loro meritano compagni presenti, sostegno concreto, adulti capaci di smettere di consigliare soltanto pazienza e prudenza.
Scendete nelle piazze, riempite le assemblee, costruite solidarietà tra studenti e lavoratori, pretendete risposte pubbliche da chi governa sfruttando la vostra precarietà economica. Il futuro che reclamate ha bisogno della vostra voce, della vostra presenza, della vostra ostinazione, perché nessun diritto sopravvive quando tutti aspettano miracoli. Rivoltatevi per Dio!
Ai genitori chiedo quale esempio pensano di offrire, quando insegnano ai figli a sopportare qualunque umiliazione pur di conservare un’apparenza di tranquillità domestica. Vi rimarrà una laurea appesa al muro, mentre il futuro passerà davanti alla porta che avrete imparato a tenere chiusa per non disturbarvi.
© Fabio Fiorina

[…] La lezione francese riguarda l’Europa, perché una democrazia perde credibilità quando considera i cittadini sopportabili soltanto nel momento in cui depositano una scheda. Dovrete rispondere pubblicamente di ogni scelta, politici europei, perché il dissenso organizzato può togliervi il consenso, la maggioranza e l’indecente abitudine all’impunità politica. […]