politici europei

E’ ora di fare il conto con i politici europei. Non ci possiamo fermare ora. Come sempre gli amici francesi ci danno l’esempio. La loro rivolta di piazza è roba seria… è ora di combattere: intellettualmente, moralmente, fisicamente. Dalle pagine di questo giornale è stata concordata la linea editoriale ed è protesta, fino alla rivolta se necessario.

I liceali francesi denunciano docenti insufficienti, classi sovraffollate, edifici degradati, mentre la CGT raccoglie rivendicazioni e sostiene una mobilitazione che attraversa il Paese. A Créteil, Politis racconta studenti davanti al liceo Gutenberg, sostenuti da insegnanti che partecipano per accompagnarli, lasciando ai ragazzi la guida della protesta.

E’ ora di fare il conto con i politici europei

Sarah riferisce di un pezzo di soffitto caduto durante una lezione, di pioggia nelle aule, chiedendo condizioni dignitose per studiare invece di subire. Inès racconta un malore durante un esame segnato dal caldo insopportabile, mentre Sirine descrive il sollievo di sentirsi finalmente sostenuta dai propri insegnanti.

Il 29 settembre il ministero dell’Interno ha contato 206.000 manifestanti, la CGT 300.000, numeri distinti che documentano comunque una protesta nazionale contro l’impoverimento. I pompieri chiedono 21.000 assunzioni aggiuntive, maggiori risorse e riconoscimento dei rischi professionali, dopo un’estate segnata da incendi che hanno moltiplicato la pressione.

E’ ora di cobattere…

Il 2 ottobre le organizzazioni studentesche hanno confermato la mobilitazione, denunciando l’assenza di misure concrete dopo l’incontro con il ministro dell’istruzione, Edouard Geffray. Per il 6 ottobre la CGT annuncia sostegno a liceali, universitari e personale scolastico, chiedendo ai lavoratori di unirsi alle manifestazioni attraverso scioperi.

CGT, Lega dei diritti umani e federazione dei genitori hanno interpellato il Difensore dei diritti, denunciando la repressione contro le mobilitazioni studentesche francesi. Renouveau lycéen prende le distanze dalle violenze urbane, mentre i suoi rappresentanti insistono sulle rivendicazioni scolastiche e sulla necessità di continuare la mobilitazione.

Davanti a queste voci, la vostra retorica sull’ascolto appare miserabile, ministri, perché una conferenza stampa non sostituisce un insegnante, uno stipendio, una prospettiva. Avete trasformato la responsabilità pubblica in una recita permanente, dove i sacrifici spettano agli altri e l’arroganza viene venduta come competenza di governo.

E’ ora di fare il conto con i politici europei

Vi riempite la bocca di futuro mentre amministrate la rassegnazione, pretendendo gratitudine da chi deve arrangiarsi in silenzio fra precarietà, rinunce e umiliazioni. Questa piazza vi presenta il conto politico delle vostre scelte, imponendo domande su scuole, salari, servizi e dignità che avete imparato a eludere.

La forza cresce nelle assemblee, negli scioperi, nella presenza ostinata delle persone, quando ogni promessa mancata viene documentata e trasformata in responsabilità politica. Da queste pagine pretendiamo risposte verificabili, dimissioni davanti ai fallimenti, un’opposizione capace di rappresentare la rabbia, anziché amministrarla aspettando il giro di poltrone.

La lezione francese riguarda l’Europa, perché una democrazia perde credibilità quando considera i cittadini sopportabili soltanto nel momento in cui depositano una scheda. Dovrete rispondere pubblicamente di ogni scelta, politici europei, perché il dissenso organizzato può togliervi il consenso, la maggioranza e l’indecente abitudine all’impunità politica.

centorighe.com – Hans CPC

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