Il viceministro degli Esteri russo, Alexander Grushko: “Tutti gli armamenti devono essere eliminati”. Cremlino: “Non in discussione cambio formato, negoziati restano a Istanbul”

“Gli armamenti di Kiev rappresentano un’enorme minaccia per la sicurezza degli stessi Stati occidentali e gli esperti ritengono che le parti potrebbero affrontare la questione della smilitarizzazione dell’Ucraina durante il terzo round di colloqui bilaterali a Istanbul che, come ha detto il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov dopo la conversazione telefonica tra i presidenti Vladimir Putin e Donald Trump, Mosca è pronta a tenere a fine giugno”, ha affermato il diplomatico.

Tali dichiarazioni riflettono la crescente lista di richieste avanzate da Mosca nel cosiddetto “memorandum di pace” durante i recenti negoziati con l’Ucraina a Istanbul il 2 giugno. Il documento chiede all’Ucraina di riconoscere l’annessione da parte della Russia della Crimea e di quattro regioni parzialmente occupate (Kherson, Donetsk, Zaporizhia e Luhansk) e richiede il completo ritiro delle truppe ucraine e la smobilitazione.

Intanto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha sottolineato che non è in discussione un cambiamento del formato negoziale sull’Ucraina di Istanbul. “Al momento non si è parlato di cercare altre possibilità”, ha aggiunto. Il secondo round, l’ultimo, di colloqui fra Russia e Ucraina si è svolto lo scorso due giugno. Il primo si era svolto il 16 maggio.

Di Cento Righe

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