La peggior sinistra italiana da 40 anni a questa parte… se non fosse per Conte, l’unico a dare una sferzata di vero socialismo, sarebbe andato tutto in aria. Abbiamo una Schlein che sembra la destra, tanto da far pensare che questa destra non sia così tanto sbagliata.
La peggior sinistra italiana da 40 anni a questa parte
Destra o Sinistra? È inutile arrovellarsi. Sicuramente la destra è più destra di quanto la sinistra sia sinistra… anzi, è molto più vicina alla destra di quanto si possa immaginare. Pensate al fatto che non abbiamo ancora sentito una parola sul programma della sinistra. Fino ad ora soltanto attacchi contro la destra e la Meloni… per carità, giusti e benedetti, ma non servono a rendere uno schieramento politico una vera forza alternativa.
L’identità politica
Una forza politica non conquista il consenso limitandosi a descrivere i difetti dell’avversario. Lo conquista quando riesce a costruire una visione diversa del Paese, quando indica una direzione, quando convince i cittadini che esiste una strada alternativa, questo non sta accadendo. Il dibattito sembra essersi trasformato in una continua reazione alle mosse del governo, quasi che l’identità della sinistra dipenda esclusivamente dall’esistenza della destra. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, moltissimi elettori che un tempo si riconoscevano nei valori della sinistra non sanno più cosa quella parte politica rappresenti davvero. Il lavoro è diventato uno slogan, la questione salariale compare solo nei momenti di emergenza, la sanità pubblica viene evocata senza un progetto capace di rifondarla, la scuola continua a perdere centralità.
Una sconfitta ideologica e morale
Le periferie vengono ricordate durante le campagne elettorali e poi tornano nel silenzio. Una sinistra dovrebbe parlare di redistribuzione della ricchezza, di giustizia fiscale, di salari, di contratti, di pensioni dignitose, di servizi pubblici, di casa, di giovani costretti a lasciare l’Italia, di ricerca, di industria, di partecipazione dei lavoratori. Dovrebbe avere il coraggio di indicare un modello economico alternativo, non limitarsi a correggere quello esistente con qualche misura marginale. Molti cittadini non chiedono slogan, bensì chiedono risposte. Vogliono sapere come aumentare il potere d’acquisto degli stipendi, come fermare la precarietà, come rilanciare la sanità pubblica, come ridurre le liste d’attesa, come sostenere le famiglie senza trasformare ogni intervento in propaganda.
Il disastro della destra lo vediamo tutti… per questo vorremmo capire cosa vuol fare la sinistra
Su questi temi il confronto dovrebbe essere quotidiano. Invece troppo spesso viene sostituito da polemiche che durano ventiquattro ore e vengono immediatamente rimpiazzate da altre. Anche l’opposizione ha una responsabilità… e la responsabilità di essere contraria al governo è il punto di partenza, non quello di arrivo. Un’alternativa politica si costruisce presentando un’idea di società diversa, non soltanto contestando quella proposta dagli avversari. Se manca quella prospettiva, il rischio è che molti elettori, pur criticando la destra, finiscano per considerarla l’unica forza con un’identità riconoscibile.
La peggior sinistra italiana
La politica vive di fiducia. La fiducia nasce dalla coerenza. La coerenza nasce dalle idee. Quando le idee diventano timide, confuse o intercambiabili, anche gli elettori smettono di riconoscere le differenze. Forse è proprio questa la crisi più profonda della sinistra italiana: non quella dei consensi, ma quella dell’identità. Perché senza un progetto riconoscibile, senza una proposta capace di parlare ai lavoratori, ai giovani, ai pensionati e a chi fatica ad arrivare alla fine del mese, nessuna opposizione potrà mai trasformarsi in una vera alternativa di governo.
7
