La finzione del Paese in crescita. Da quattro anni assistiamo alla stessa rappresentazione. Governi, istituzioni e commentatori economici continuano a raccontare un’Italia che cresce, un Paese che avrebbe finalmente superato la crisi pandemica grazie all’aumento del Prodotto interno lordo, alla diminuzione della disoccupazione e a indicatori che, sulla carta, sembrano rassicuranti. È una narrazione costruita con percentuali, grafici e conferenze stampa, ma sempre più distante dalla vita reale delle persone.

La finzione del Paese in crescita

Basta uscire dagli uffici ministeriali e osservare la quotidianità delle famiglie per capire quanto questa rappresentazione sia diventata una finzione. Il costo della vita è aumentato in maniera costante, le bollette continuano a pesare, fare la spesa è diventato un esercizio di rinunce e gli stipendi, nella maggior parte dei casi, sono rimasti praticamente fermi. La crescita economica di cui si parla sembra appartenere ai documenti ufficiali, non ai portafogli degli italiani.

Il vero indicatore

Il vero indicatore del benessere non è un PIL che sale di qualche decimale, ma la capacità delle persone di vivere con dignità. Se milioni di cittadini arrivano con difficoltà alla fine del mese, se sempre più lavoratori sono poveri pur avendo un impiego, se i giovani continuano a rinviare l’acquisto di una casa o la costruzione di una famiglia, allora significa che qualcosa non funziona nella narrazione dominante.

La finzione del Paese in crescita

La politica ha imparato a trasformare le statistiche in propaganda. Si scelgono gli indicatori più favorevoli, si evitano quelli più scomodi e si costruisce l’illusione di un Paese in salute mentre cresce il divario tra chi possiede sempre di più e chi, invece, perde progressivamente potere d’acquisto e prospettive.

basta slogan

L’Italia non ha bisogno di slogan sulla crescita. Ha bisogno di salari che permettano di vivere, di pensioni dignitose, di un sistema fiscale realmente equo e di una classe dirigente che misuri il successo non con le percentuali da esibire davanti alle telecamere, ma con la qualità della vita dei suoi cittadini. Finché questo non accadrà, parlare di Paese in crescita resterà soltanto una sofisticata operazione di propaganda, una finzione utile a rassicurare i mercati e la politica, ma incapace di convincere chi ogni giorno deve fare i conti con una realtà sempre più difficile.

Un pensiero su “La finzione del Paese in crescita”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *