La Bibbia secondo i censori. La Chiesa che ha piegato la Bibbia alle proprie gerarchie adesso sale in cattedra contro le mistificazioni altrui, con una monumentale faccia tosta. Alla Gregoriana arriva un corso online sulla violenza biblica, affidato a Luca Mazzinghi, che promette interpretazioni critiche contro fondamentalismi e strumentalizzazioni della fede.

La Bibbia secondo i censori

Si parlerà di conquista della Terra promessa, Salmi imprecatori, collera divina e Apocalisse, confrontando quei testi con il magistero cattolico contemporaneo sulla pace. Il programma merita attenzione, ma l’istituzione che lo ospita dovrebbe presentarsi con la memoria aperta, anziché indossare comodamente la toga del giudice imparziale.

La mistificazione

La mistificazione diventa scandalosa quando la misericordia viene arruolata dal potere, l’obbedienza proclamata virtù e il dissenso trasformato in un delitto contro Dio. Nel Medioevo tedesco, Gregorio IX affidò nel 1231 a Corrado di Marburgo ampi poteri contro gli eretici, alimentando una repressione tutt’altro che misericordiosa. Gli accusati che negavano la colpa potevano essere consegnati all’autorità civile e finire bruciati sul rogo, mentre confessioni e denunce alimentavano ulteriori persecuzioni.

La Bibbia secondo i censori

Quei procedimenti suscitarono opposizioni anche tra vescovi e nobili, dimostrando quanto fossero contestabili persino dentro il mondo che pretendeva di rappresentare la verità. Così la salvezza assumeva il profumo della legna bruciata, mentre la coscienza individuale diventava un fastidioso inconveniente da correggere attraverso il terrore religioso.
Più tardi, nel 1564, le regole dell’Indice subordinavano la lettura delle Bibbie cattoliche in volgare a un permesso scritto del vescovo oppure dell’inquisitore. La parola divina in volgare passava attraverso il controllo ecclesiastico, come se Dio avesse bisogno di un lasciapassare per raggiungere i propri fedeli.

La falsità dei mistificatori

Chiamare tutto questo semplice interpretazione significa lavare la storia con l’acqua santa, sperando che spariscano insieme le responsabilità, le vittime e le contraddizioni. La manipolazione della Scrittura comprende anche l’uso politico delle sue parole, trasformate in strumenti di dominio sulle persone invece che occasioni di liberazione. Un corso credibile dovrebbe interrogare anzitutto questa eredità, perché spiegare gli abusi degli altri diventa comodo quando la propria autorità rimane fuori discussione.

La Bibbia secondo i censori

Studiare seriamente i testi significa riconoscere contesti, traduzioni, conflitti interpretativi, senza concedere a nessuna gerarchia il privilegio permanente di controllare le coscienze altrui.
La pace merita una teologia capace di guardare le proprie ombre, di ammettere responsabilità storiche e di ascoltare chi quelle ombre ha subito. Altrimenti resta il solito spettacolo: i custodi delle serrature organizzano lezioni sulla libertà, chiedendo agli esclusi di applaudire la sublime generosità del carceriere.

centorighe.com
© Hans CPC

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