Germania, urne pericolose e tamburi di guerra. Le urne tedesche non stanno soltanto scegliendo amministratori o misurando la popolarità del cancelliere Friedrich Merz, stanno aprendo una crepa nel cuore dell’Europa, dove crisi economica, rabbia sociale, nazionalismo e riarmo cominciano a parlare la stessa lingua.

Germania, urne pericolose e tamburi di guerra

Alle federali del 2025 l’AfD aveva raggiunto il 20,8 per cento e 152 seggi, oggi le vittorie regionali nell’Est, dal quasi 44 per cento in Sassonia-Anhalt al primo posto nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, raccontano un Paese che non crede più ai vecchi equilibri e punisce CDU e SPD.

Terremoto politico?

Sarebbe però superficiale descrivere questo terremoto come una marcia dei tedeschi verso la guerra, perché l’AfD chiede di fermare gli aiuti militari all’Ucraina e ristabilire i rapporti con Mosca, mentre il governo di Merz sta accelerando la trasformazione della Germania in grande potenza armata.

Germania, urne pericolose e tamburi di guerra

Il bilancio della Difesa per il 2026 sale da 62,4 a 82,7 miliardi di euro, ai quali si aggiungono 25,5 miliardi del fondo speciale, diecimila militari e 11,5 miliardi destinati agli aiuti per Kiev, mentre Berlino vuole raggiungere il 3,5 per cento del PIL entro il 2029.

La chiamano deterrenza

La Germania chiama tutto questo deterrenza, responsabilità europea, difesa della libertà, ma quando una nazione raddoppia il proprio apparato militare e sottrae quelle spese ai normali limiti del debito, il confine tra prevenire la guerra e prepararla diventa sottile.

Dall’altra parte l’AfD non rappresenta la pace, perché il rifiuto delle armi può convivere con nazionalismo, xenofobia, espulsioni e nostalgia della forza, ingredienti che la storia europea conosce troppo bene e che non dovrebbero essere banalizzati perché oggi guardano con favore alla Russia.

Germania, urne pericolose e tamburi di guerra

Il pericolo delle elezioni tedesche è dunque questa alternativa avvelenata, un governo atlantista che investe miliardi nella macchina bellica oppure una destra radicale che trasforma l’insicurezza economica in identità aggressiva, cercando nemici dentro i confini mentre promette distensione fuori.

Quando salari, pensioni, industria ed energia diventano problemi quotidiani, la politica dovrebbe ricostruire giustizia sociale e diplomazia, invece offre uniformi, paure, muri, missili e nuovi sacrifici ai cittadini.

Disponibile alla guerra

La Germania non è condannata alla guerra, ma oggi appare pericolosamente disponibile a considerarla normale, finanziabile e perfino inevitabile, mentre le urne gridano che milioni di persone non si sentono più rappresentate.

Se Berlino continuerà a rispondere al malessere con il riarmo e all’estremismo con austerità e arroganza, quelle elezioni non saranno soltanto un problema tedesco, diventeranno la miccia politica di un’Europa già incapace di pronunciare la parola pace senza chiedere prima il permesso alla NATO.

© Hans CPC

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