Leone XIV, le parole ora diventino giustizia. A Lourdes, davanti a centocinquantamila persone, Leone XIV ha pronunciato parole necessarie, ma la storia della Chiesa pretende molto più delle parole solenni.

Il pontefice ha chiesto conversione, riconoscimento delle colpe, guarigione delle ferite, mettendo l’istituzione sotto quello sguardo divino troppo spesso invocato tardivamente dai vertici.

Leone XIV, le parole ora diventino giustizia

Sono affermazioni importanti, perché ammettono che il peccato non vive soltanto fuori dai palazzi apostolici, ma ha attraversato sacrestie, seminari, diocesi, troppe coscienze.

Sabato Parigi aveva accolto circa ottocentomila fedeli, domenica Lourdes ne ha riuniti centocinquantamila, trasformando il pellegrinaggio in un enorme esame di coscienza collettivo.

Prima della messa, Leone aveva incontrato i vescovi francesi, ringraziandoli per le misure adottate e chiedendo massima vigilanza contro ogni futuro crimine ecclesiale.

Il rapporto del 2021

Il rapporto indipendente del 2021 stimò trecentotrentamila minori abusati in settant’anni nelle istituzioni cattoliche francesi, una voragine che nessuna omelia può richiudere davvero.

Dietro quella cifra non esiste una statistica astratta, esistono bambini traditi, adulti spezzati, famiglie sommerse da silenzio, vergogna, paura, indifferenza colpevole e solitudine.

Sette sopravvissuti sono attesi dal Papa a porte chiuse, ma molti chiedono da anni qualcosa di più radicale dell’ascolto riservato, solenne, simbolico, istituzionale.

Leone XIV, le parole ora diventino giustizia

Ascoltare è doveroso, risarcire è giusto, aprire gli archivi è indispensabile, consegnare responsabilità e coperture alla giustizia rimane il vero banco morale ecclesiale.

La conversione invocata da Leone non può fermarsi sull’altare, deve scendere negli uffici, nei tribunali canonici, nelle diocesi, dentro ogni archivio ancora chiuso.

Cancellare la tentazione

Deve cancellare l’antica tentazione di proteggere l’abito invece della vittima, il prestigio invece della verità, l’istituzione invece della carne innocente, ferita e muta.

Perché quando un sacerdote violenta un bambino non tradisce soltanto una legge, profana il Vangelo, distrugge fiducia, trasforma la fede in una prigione.

Lourdes, luogo di consolazione e guarigione, porta anche l’ombra dei mosaici di Marko Rupnik, accusato da oltre venti donne di presunti abusi sessuali.

Leone XIV, le parole ora diventino giustizia

Coprirli con grandi teli durante la visita appare un gesto eloquente, tuttavia nessun telo può nascondere ciò che giustizia e coscienza devono illuminare.

Leone XIV ha aperto una porta, adesso dovrà impedire che venga richiusa dalla prudenza diplomatica, dalle convenienze interne, dalle lentezze vestite di preghiera.

La Chiesa non ritroverà credibilità chiedendo perdono genericamente, la ritroverà mettendo le vittime, la verità e la giustizia davanti al proprio potere terreno.

Solo allora lo sguardo purificatore invocato a Lourdes smetterà di essere formula religiosa, diventando responsabilità, riparazione, memoria, promessa concreta che nessuno sarà sacrificato.

© Fabio Fiorina

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