Il blocco dell’Italia a Schengen? La Meloni ubbidisce a Trump. È una mossa che si scontra con la Spagna e dimostra ancora una volta quanto c’è di servile nel nostre governo. La Spagna impone controlli alle frontiere per l’Italia come mossa di ritorsione. L’annuncio è arrivato nella serata di venerdì 7 agosto ed è l’esito di una giornata di forti tensioni diplomatiche tra Madrid e Roma dopo lo stop italiano a Schengen a seguito degli ingressi di migranti avvenuti a Ceuta.

Il blocco dell’Italia

Una decisione pesantissima, perché quando un Paese europeo decide di mettere mano a Schengen non sta semplicemente spostando qualche pattuglia alla frontiera, sta toccando uno dei pilastri sui quali è stata costruita l’Unione Europea, la libera circolazione, il superamento delle frontiere interne, l’idea stessa che un cittadino europeo possa muoversi da Roma a Madrid, da Parigi a Berlino senza ritrovarsi davanti i vecchi confini che l’Europa aveva promesso di consegnare alla storia.

La degenerazione

La questione Ceuta rischia quindi di trasformarsi in qualcosa di molto più grande dell’emergenza migratoria che l’ha generata, perché se ogni Stato comincia a utilizzare Schengen come uno strumento di pressione politica contro un altro Stato membro, allora quella che doveva essere una risposta comune diventa una guerra di frontiere, Roma chiude, Madrid risponde, qualcun altro potrebbe seguire… alla fine dell’Europa rimane soltanto la bandiera blu con le stelle, buona per le fotografie istituzionali.

Il blocco dell’Italia… ubbidiente a Trump

Il punto politico però è ancora più grave, perché la scelta italiana sembra inserirsi perfettamente dentro quella visione dell’Europa che Donald Trump ha sempre incoraggiato, un continente frammentato, composto da governi nazionali più interessati a difendere il proprio recinto che a costruire una politica comune, soprattutto sull’immigrazione, sulla sicurezza e sui rapporti internazionali.

Giorgia Meloni continua a presentarsi come protagonista di un’Europa forte mentre, nei fatti, rischia di contribuire alla sua progressiva disarticolazione, sovranismo quando conviene, europeismo quando serve, fedeltà atlantica praticamente sempre… una geometria politica nella quale l’Italia sembra avere una straordinaria capacità di trovare la propria posizione esattamente dove Washington preferisce trovarla.

Madrid reagisce

Madrid reagisce e lo fa utilizzando lo stesso terreno scelto da Roma, controlli alle frontiere per gli italiani, una risposta che apre uno scenario assurdo e pericoloso, perché oggi sono Italia e Spagna, domani potrebbero essere Francia, Germania, Austria, Slovenia, fino a trasformare Schengen da simbolo della libera circolazione europea in un interruttore che ogni governo può accendere e spegnere secondo convenienza.

Qui non si tratta di essere favorevoli o contrari all’immigrazione clandestina, si tratta di capire quale Europa vogliamo, perché l’alternativa alla gestione comune dei confini non è magicamente la sicurezza assoluta, è il ritorno delle frontiere nazionali, dei controlli, delle ritorsioni, delle file, delle divisioni… esattamente quella Europa debole e litigiosa che fuori dal continente qualcuno osserva certamente senza disperarsi.

Il blocco dell’Italia

La crisi di Ceuta aveva bisogno di una risposta europea, politica, diplomatica, seria, non dell’ennesima dimostrazione muscolare tra governi che rischiano di far pagare ai cittadini le proprie incapacità.

Meloni voleva dimostrare che l’Italia sa chiudere una porta… Madrid le ha semplicemente ricordato che anche gli altri Paesi europei possiedono una chiave.

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