Giorgia Meloni, uno dei miei nemici civici e politici più profondi, è stata mortificata da chi, in passato, le è stato vicino finché gli è convenuto. Un bullo, pedofilo e sottoculturato. Ha ricevuto l’appoggio politico di molti suoi avversari, ma non quello etico. A differenza di questi molti, io le offro anche quello etico. Ma io, a differenza di questi molti, sono sano di mente e ricordo. Cazzo se ricordo… a volte mi diverto a fare lo smemorato, soprattutto per vedere dove i molti vogliono andare a parare.
Giorgia Meloni e l’Italia tutta: mortificati da un pedofilo
Con la Meloni sono stati usati due pesi e due misure e, soprattutto in politica, questo metodo di misurazione non può essere accettato. Perché non puoi dire: “È stata offesa, ma se l’è cercata”. Non puoi dire: “Ci dispiace per quello che ha subito, però era stata avvisata”. Non puoi condannare la mortificazione e, nello stesso momento, giustificarla. Questa logica è la stessa che, da sempre, alimenta ogni forma di colpevolizzazione della vittima e che per molto tempo, da molti minus habens è stata utilizzata, in modo vomitevole per giustificare femminicidi e violenze sessuali.
E’ ora di smettere
È ora di finirla con questi sofismi istituzionalizzati!!! E’ da vigliacchi!!! Dalla voce delle opposizioni non può uscire comprensione e rafforzamento della mortificazione allo stesso tempo. La politica, soprattutto quando diventa ragion di Stato, deve perdere i colori e dimenticarsi degli slogan. I rappresentanti delle istituzioni non possono permettersi il ruolo del leone davanti alla preda ferita. Devono saper difendere il campo, non quello largo, ma quello che diventa comune. Io sono socialista. Morirò con l’idea che il socialismo sia la più grande intuizione politica dopo il cristianesimo.
Giorgia Meloni e l’Italia tutta: mortificati da un pedofilo
Per quello che è stato detto dell’Italia e di una donna italiana, da chi si è dichiarato amico finché gli ha fatto comodo esserlo, non servono ambiguità né giustificazioni. Servono parole chiare, ferme, nette. Difendiamo, senza scuse, senza pregiudizi, senza ma e senza se, coloro che hanno necessità di essere difesi. Anche io non imploro cazzo!!! Quindi, cari italiani, smettetela di fare i coglioni semi palestrati nel cervello e iniziate a difendere ciò che è vostro. Difendete tremila anni di storia. Perché una comunità che perde la capacità di difendere la dignità dei propri avversari politici è una comunità che ha già smesso di difendere se stessa.
E quando il tifo sostituisce il senso dello Stato, quando l’appartenenza prevale sulla coscienza, quando l’umiliazione dell’altro diventa più importante della verità, non esistono più vincitori e sconfitti… ma soltanto una società che arretra. E una nazione che arretra nella propria cultura democratica è una nazione che, poco alla volta, dimentica chi è stata.
7
