Donald Trump continua a comportarsi come se il mondo fosse il salotto di casa sua, dove ogni leader straniero diventa un bersaglio da deridere, un personaggio da umiliare, una pedina da spostare a seconda dell’umore del momento. L’ennesimo attacco rivolto a Giorgia Meloni, attraverso un meme pubblicato su Truth, non è una semplice provocazione, è l’ennesima dimostrazione di un modo di intendere la politica fondato sull’arroganza, sulla prepotenza e sul disprezzo delle istituzioni.

Donald Trump continua

Non è nemmeno una questione che riguarda la simpatia o l’antipatia nei confronti della presidente del Consiglio. Chi mi legge sa perfettamente quanto profonde siano le mie distanze politiche dal governo Meloni. Ma esiste una differenza sostanziale tra il confronto politico e l’umiliazione pubblica di un Paese. Quando Trump colpisce il presidente del Consiglio italiano, colpisce anche la credibilità internazionale dell’Italia, trattandola come una colonia a cui impartire ordini e concedere o negare rispetto secondo convenienza.

La vera faccia di…

Questo è il volto autentico di Donald Trump. Un uomo che ha trasformato la diplomazia in una rissa permanente, la politica estera in uno spettacolo volgare, le relazioni internazionali in una continua prova di forza. La sua idea di leadership non passa attraverso il dialogo ma attraverso l’intimidazione, non attraverso il rispetto reciproco ma attraverso la paura.

Donald Trump continua

Il problema, però, non è soltanto Trump. Il problema è un’Europa che continua a subire queste offese senza trovare la forza di reagire con dignità. Ogni insulto viene archiviato come una battuta, ogni affronto viene definito una provocazione, ogni umiliazione viene digerita nel nome dell’alleanza atlantica.

Un senso civico sotterrato

Un continente con migliaia di anni di storia non può accettare di essere trattato come il cortile privato di Washington. Trump rappresenta l’espressione più brutale di una concezione imperiale che considera gli alleati semplici esecutori. Chi continua a giustificare questo comportamento non difende l’Occidente, difende soltanto la legge del più forte, quella che sostituisce il rispetto con la sopraffazione e la politica con il servilismo.

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