E se vi dicessi che il miglior vino italiano sotto i 10 euro non solo esiste, ma costa quanto una pizza e fa anche una gran figura a tavola? Niente scherzi: a dirlo è il Gambero Rosso, che nella guida Bere Bene 2026 ha incoronato un rosso piemontese capace di mettere d’accordo portafoglio, palato e dignità sociale durante le feste.
Gambero rosso incorona il miglior vino rosso sotto i 10 euro
Parliamo del Grignolino d’Asti 2024 della cantina sociale Post dal Vin Terre del Barbera, eletto miglior vino d’Italia sotto i 10 euro con un punteggio di 93 su 100. Tradotto: non è un “vino onesto”, non è un “buon compromesso”, ma una bottiglia che gioca seriamente nel campionato dei grandi, pur costando circa 7 euro. Sì, avete letto bene: sette euro.
Non più rischio figuraccia
In un periodo come quello natalizio, in cui il rischio figuraccia è sempre dietro l’angolo (“Chi ha portato questo vino?” seguito da silenzio imbarazzato), il Gambero Rosso ci viene in soccorso come un amico fidato. Dopo aver già selezionato ottimi bianchi e rossi sotto i 20 euro, questa volta ha deciso di spingersi oltre: dimostrare che si può bere bene anche spendendo pochissimo. Perché proprio questo Grignolino? Intanto per il profilo aromatico: profumi di frutta rossa, pepe, petali di rosa. Roba che quando lo versi nel bicchiere non devi fingere competenze da sommelier: il vino parla da solo.
Gambero rosso incorona il miglior vino rosso sotto i 10 euro
In bocca è fresco, con tannini presenti ma gentili, di quelli che ti fanno dire “un altro sorso” senza stancarti mai. È un rosso agile, dinamico, conviviale. Insomma, perfetto per stare in mezzo alla gente, come dovrebbe fare ogni buon vino. Dietro questa bottiglia c’è una cantina sociale nata negli anni Cinquanta, oggi formata da una trentina di soci che lavorano circa 120 ettari di vigneti tra Rocchetta Tanaro, Cortiglione e Masio, nel cuore dell’Astigiano.
Una realtà brillante
Una realtà concreta, radicata nel territorio, che non rincorre mode ma valorizza ciò che la terra offre davvero. La barbera è il vitigno simbolo, certo, ma spazio anche a cortese, arneis, moscato e al protagonista di questa storia: il grignolino.Vitigno storico del Monferrato, il grignolino ha rischiato l’estinzione dopo la fillossera ed è stato a lungo messo da parte perché poco “appariscente”.
Oggi, però, le nuove generazioni lo riscoprono proprio per quello che è: identitario, sincero, facile da bere ma non banale. Un vino che non urla, ma convince.E poi c’è il dettaglio finale, quello che mette tutti d’accordo: il prezzo. Con meno di 10 euro portate a casa un vino premiato, territoriale e sorprendente. Morale della favola? A Natale (e non solo) si può bere bene senza svuotare il conto. Basta saper scegliere. E questa volta, qualcuno ha scelto per noi. 🍷
