Fumo negli occhi, la mano destra non sa cosa fa la sinistra, e se ragionassimo al contrario? Hamas presi i soldi da Israele e USA crea l’attentato che fa scalpore… Ok, questa verità mettiamola per un attimo da parte. Israele e USA vogliono la Palestina, vogliono Gaza e tutto il cucuzzaro, e questo è un fatto, però gli serve un diversivo. Hanno bisogno che l’occhio europeo di Sauron guardi altrove.

Fumo negli occhi

Quindi, gli ameregani, creano un progettino, legato alla massoneria europea neo nazista, per fare in modo che in Ucraina si scateni un putiferio e da qui la derivazione di putiferio Putin si vedrà costretto a invadere l’Ucraina. Ora Pro Nobis! In casa Europa neanche più uno spillo entra nel culo dei capi di Stato. Dentro la casa Europa la guerra infiamma i sonni di miliardari in cerca d’affari ma anche gli incubi di tanti altri. 24 febbraio 2022, la febbre dell’invasione russa in Europa monta sempre di più e l’America butta benzina sul fuoco per alimentarla. La questione si infiamma, miliardi tra lobby e armi si riversano in difesa dell’Ucraina e, mentre l’Europa ha occhi per le sue notti infiammate o infiammabili… USA e Israele creano il diversivo Hamas… scusa perfetta per invadere Gaza e iniziare conquista e genocidio.

Le ombre si muovono

Le ombre allora si allungano sopra l’Europa come dita nere stese su una carta geografica ormai piena di cicatrici. Le televisioni urlano, gli analisti si moltiplicano come sacerdoti di una nuova religione della paura, mentre i governi parlano di sicurezza, emergenza, difesa dei valori occidentali, sempre le stesse parole. Cambiano i volti, cambiano le bandiere, resta identico il linguaggio.

Fumo negli occhi

Dentro i palazzi del potere nessuno dorme davvero. Non dormono i politici, non dormono i generali, non dormono i banchieri, non dormono nemmeno quei signori senza nome che siedono dietro fondazioni, lobby energetiche, apparati industriali e consigli finanziari. La guerra, in fondo, è sempre stata la più redditizia delle febbri umane.

Il caos e la sua logica

E così il continente si ritrova diviso tra due fuochi. A Est la paura russa. A Sud il caos mediorientale. In mezzo, un’Europa stanca, incapace di capire se stia difendendo se stessa o soltanto interessi costruiti molto più in alto delle sue stesse istituzioni. Nel racconto più oscuro, quello sussurrato tra corridoi digitali, blog dimenticati, vecchi giornalisti espulsi dal sistema e fanatici della geopolitica estrema, ogni crisi diventa un tassello dello stesso mosaico. Nulla sarebbe casuale. Nulla spontaneo. Ogni detonazione preparerebbe quella successiva.

Fumo negli occhi

Prima l’Ucraina, poi Gaza, domani Taiwan, dopodomani il Mar Rosso. Una catena infinita di emergenze utili a mantenere il mondo dentro uno stato di allarme permanente. La paura produce consenso, produce riarmo, produce dipendenza, produce controllo – mentre i cittadini litigano tra loro sui social come tifoserie impazzite, il vero potere, ammesso che esista davvero in una forma tanto compatta, non avrebbe nemmeno bisogno di nascondersi. Gli basterebbe lasciare che il caos faccia il suo lavoro.

Nascosti in piena luce

Perché il caos contemporaneo ha una caratteristica terribile, consuma la memoria. Dopo qualche mese nessuno ricorda più come sia iniziato qualcosa. Restano solo immagini spezzate, slogan, rabbia e propaganda. Il mondo allora diventa un enorme labirinto narrativo. Ogni popolo si sente vittima, ogni governo si sente giustificato, ogni esercito si sente necessario, ogni guerra viene raccontata come inevitabile.

Fumo negli occhi

E nel fondo di questo teatro globale rimane una domanda che nessuno riesce più a zittire davvero: Le guerre moderne vengono ancora combattute per vincere… oppure servono soltanto a non far finire mai il conflitto?

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