Una nuova frontiera nella lotta contro i tumori sta emergendo: si tratta delle terapie con radioligandi, farmaci «intelligenti» che veicolano la radioattività direttamente all’interno delle cellule malate, distruggendole in modo mirato e con effetti collaterali ridotti al minimo.
Una nuova frontiera nella lotta contro i tumori
L’Italia è fra i Paesi più attivi in questo campo e, a Milano, il Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori (INT) assume un ruolo di primo piano come centro di riferimento internazionale nella medicina nucleare oncologica. Come spiega il dottor Marco Maccauro, direttore della Struttura Complessa di Medicina Nucleare dell’INT: «Siamo entrati in una nuova era della medicina oncologica. Le terapie con radioligandi sono estremamente selettive: ogni ligando riconosce un bersaglio tumorale e gli consegna un radionuclide che lo colpisce in modo preciso.
Efficace
È un trattamento efficace, sistemico ma poco tossico, che ci permette di personalizzare la cura per ciascun paziente». Questo tipo di approccio — sistemico ma orientato in modo mirato — consente di combinare i vantaggi della terapia farmacologica con quelli della radioterapia, con un’ottimizzazione della precisione e della personalizzazione.
Una nuova frontiera nella lotta contro i tumori
Recenti linee guida italiane evidenziano proprio il ruolo crescente della radioligand therapy (RLT) nei tumori neuroendocrini gastro-entero-pancreatici (GEP-NET) e confermano che l’Italia è impegnata attivamente sul piano clinico e organizzativo.
1. Azione biologica dei radioligandi
Il termine “radioligando” indica una molecola ligando (cioè che si lega a un recettore o marcatore sulla cellula tumorale) connessa a un radionuclide (un isotopo radioattivo).
Il ligando riconosce selettivamente un bersaglio presente sulle cellule tumorali (ad esempio un recettore o un antigene sovraespresso). Una volta legato, il radionuclide che trasporta emette radiazioni che danneggiano la cellula tumorale dall’interno, provocandone la morte.
Questo approccio unisce diagnostica e terapia: spesso la stessa molecola può essere usata per la visualizzazione (imaging) del bersaglio tumorale e successivamente per la terapia con radioisotopo (“teragnostica”). Ad esempio, si identifica che il tumore esprime un certo recettore, poi lo si colpisce con il ligando-radioattivo.
Perché funziona bene:
L’accumulo avviene principalmente nelle cellule che esprimono il bersaglio (legate al ligando), quindi l’effetto sulle cellule sane è molto più ridotto rispetto alle terapie tradizionali.
Il trattamento è sistemico (cioè il farmaco viene somministrato ed agisce su tutto il corpo) ma ha un’azione mirata, riducendo tossicità sistemiche elevate.
Ci sono aspetti tecnici importanti: infrastrutture adequate (stanze schermate, team di medicina nucleare), dosimetria, selezione del paziente in base all’espressione del bersaglio e alla distribuzione metastatica. In Italia questo è ancora un nodo importante per la diffusione.
2. Tipologie di tumore coinvolte
Ecco dove la terapia con radioligandi è già approvata o in via di crescente applicazione:
Tumori neuroendocrini gastro-entero-pancreatici (GEP-NET)
È uno dei principali ambiti dove è utilizzata la terapia con radioligandi: le cellule tumorali esprimono recettori della somatostatina, che vengono presi di mira da ligandi marcati con radionuclidi.
In Italia è stato pubblicato un “consensus statement” sul ruolo della RLT (Radioligand Therapy) nei GEP-NET.
Carcinoma della prostata metastatico
È in rapida evoluzione: ad esempio lo studio citato mostra che nei pazienti con carcinoma prostatico metastatico ormono-sensibile la terapia con radioligandi ha ridotto il rischio di progressione o morte del 28%.
In Italia è stato approvato e rimborsato un farmaco radioligando per il carcinoma prostatico metastatico resistente alla terapia ormonale, recettivo al PSMA.
Altri tumori in studio o potenzialmente candidabili
La letteratura segnala che l’approccio potrebbe estendersi ad altri tumori come mammella, polmone, linfoma, mieloma multiplo.
Studi esplorativi riguardano anche l’utilizzo di radioligandi in neoplasie diverse (ad esempio uso del bersaglio PSMA al di fuori della prostata).
3. Strutture italiane che applicano la terapia
Alcuni esempi in Italia:
Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT, Milano)
È citata frequentemente come centro di riferimento internazionale nella medicina nucleare oncologica che applica queste terapie. (Era menzionato nel testo originario che hai forn.)
Istituto Nazionale Tumori IRCCS “Pascale” (Napoli)
Centro d’eccellenza nel Sud Italia per i tumori neuroendocrini, autorizzato alla somministrazione della terapia con radioligandi.
Regioni con centri autorizzati — ad esempio in Liguria:
Ci sono due centri accreditati (Ospedale Sant’Andrea di La Spezia e Ospedale Galliera di Genova), che però evidenziano ancora qualche disparità di accesso.
Numero di centri in Italia: circa 30 centri attivi per la terapia con radioligandi, con distribuzione geograficamente disomogenea.
Conclusione
La terapia con radioligandi rappresenta una vera evoluzione nell’oncologia di precisione: un trattamento mirato, che utilizza la medicina nucleare per colpire in modo specifico cellule tumorali in giro per il corpo, con minori effetti collaterali rispetto a molte altre terapie sistemiche. In Italia l’applicazione è già concreta in alcune patologie (soprattutto NET e carcinoma prostatico metastatico) e in centri specializzati, anche se l’accesso è ancora limitato da infrastrutture, distribuzione geografica e necessità di team multidisciplinari qualificati.

[…] combattere ciò che distrugge, ma potenziare ciò che resiste. Il cervello, persino mentre la malattia avanza, potrebbe quindi non essere completamente disarmato. Capire come utilizza le proprie difese […]