Un Pd senza spina dorsale finisce per diventare il compagno di merende della destra. Giuseppe Conte, la vera anima socialista progressista della sinistra, dovrebbe prendere le distanze dalla Schlein e correre da solo. Sicuramente i suoi voti suonerebbero come l’unica vera protesta politica.
Un Pd senza spina dorsale: rimuovete la Schlein
Il Pd senza spina dorsale diviene lo sgabello su cui la Meloni si accomoda, mentre gli elettori aspettano un’opposizione capace di alzarsi, ma c’è solo Conte a farlo, mentre la Schlein serve pasticcini alla destra. Il 30 settembre 2026 il Pd non ha partecipato al voto sul mandato al relatore per il ddl antisemitismo nella Commissione Affari costituzionali della Camera. Questo è il fatto, registrato nel resoconto parlamentare: una scelta dichiarata, compiuta davanti a un provvedimento che lo stesso partito chiedeva di modificare.
Astenersi è come votare a destra ma con la maschera da infami venduti
La motivazione era lasciare aperto il confronto sulla definizione di antisemitismo e sulle garanzie per la critica al governo israeliano. Una richiesta comprensibile, accompagnata però dalla rinuncia a esprimere quel voto contrario che M5S e Avs hanno assunto apertamente.
Qui si apre la ferita politica. Chi considera un testo divisivo deve assumersi il peso della propria posizione. Gli elettori hanno bisogno di riconoscere una direzione anche quando quella direzione costa, divide, irrita i salotti.
Un Pd senza spina dorsale: probabilmente fuori dal parlamento sono amiche nei salottini borghesi
Il mancato voto non conserva un significato parlamentare distinto dal sì; politicamente, offre alla destra la scena di un’opposizione incapace di presentarsi compatta. La maggioranza avanza, il Pd spiega, il cittadino aspetta. Aspetta sempre chi paga ogni giorno il prezzo delle vostre esitazioni.
Schlein dovrebbe chiedersi quanto valga una sinistra che si agita nelle dichiarazioni e si ritrae nei passaggi decisivi. Una sinistra imborghesita, addomesticata dalla paura di urtare la borghesia conservatrice, finisce per custodire l’ordine sociale che promette di cambiare. La rispettabilità diventa una gabbia, poi una poltrona, infine una ragione per restare seduti.
Rimuovete la Schlein continua a fare danni
Per il proprio bene, questa sinistra dovrebbe organizzare una vera alternativa e mandare a casa Meloni attraverso il Parlamento e le urne. Servono salari, sanità pubblica, diritti sociali, libertà di dissenso: scelte riconoscibili, capaci di restituire rappresentanza a chi si sente abbandonato.
Giuseppe Conte farebbe bene a prendere le distanze da questa ambiguità. Un’alleanza dovrebbe nascere da impegni verificabili, dalla capacità di mantenerli, dal coraggio di difenderli insieme. Il campo largo diventa un parcheggio quando ciascuno entra soltanto per conservare il proprio posto.
Un Pd senza spina dorsale: Conte unica vera voce progressista
Conte dovrebbe pretendere risposte nette e assumersi anche il rischio di camminare da solo, se il prezzo dell’intesa fosse annacquare ogni scelta. Chi cerca un’alternativa merita una voce riconoscibile. Una voce che rimanga dalla parte dei cittadini quando il potere cambia volto.
Voi chiamate prudenza il rinvio, equilibrio l’esitazione, responsabilità la rinuncia. Poi chiedete fiducia a chi avete lasciato fuori dalla porta. Meloni può continuare a stare comoda finché la vostra opposizione le regge la poltrona.
© Fabio Fiorina – centorighe.com
