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Chiamateli sionisti o semiti la cosa è identica e l’ho già dimostrato più volte. La verità è che devono essere eliminati. Dopo la dichiarazione a seguire non credo che meritino considerazione umana. «Beato chi prenderà i tuoi bambini e li sfracellerà contro la roccia».
Eccola la civiltà occidentale.
Quella che esporta diritti umani con le bombe intelligenti, la morale con i carri armati e la democrazia con il sangue degli altri.
No, questa frase non è uscita dalla bocca di un terrorista nascosto in una grotta.
Non arriva da un video clandestino pieno di fanatici urlanti.

Detta da un ministro ebreo

Non è neppure il rantolo isterico di qualche setta medievale impazzita. A pronunciarla davanti ai soldati è stato Yitzhak Wasserlauf, ministro del governo di Benjamin Netanyahu ed esponente di Otzma Yehudit, il laboratorio tossico dell’estrema destra israeliana guidata da Itamar Ben-Gvir. Il punto non è neanche più ciò che ha detto. Il punto è la naturalezza. La tranquillità. La serenità con cui lo ha detto.
Come uno che sa perfettamente che non succederà nulla. Perché non succede mai nulla.
Gli apologeti del massacro hanno subito tirato fuori la Bibbia come una carta igienica spirituale per ripulire l’orrore. “Stava citando un Salmo”. Certo. Anche i carnefici amano nascondersi dietro Dio quando devono disinfettare la coscienza dal sangue.
Ma il problema non è il versetto. Il problema è il cervello che sceglie proprio QUEL versetto. Davanti a dei soldati. Nel mezzo di Gaza trasformata in un macello di cemento, fame e carne umana. Bambini sfracellati contro una roccia. L’immagine evocata è questa.
E mentre il mondo discute di semantica, di contesto, di interpretazioni religiose, a Gaza i bambini vengono realmente tirati fuori dalle macerie a pezzi. Questa è la parte oscena.
La coincidenza tra metafora biblica e realtà politica. Otzma Yehudit non è una scheggia impazzita del sistema israeliano. È il sistema israeliano. È il veleno che ormai circola direttamente nelle vene del governo. Senza questi fanatici il potere di Netanyahu traballerebbe come un tossico in astinenza.
E allora l’Occidente tace. Perché Israele può.
Può bombardare ospedali e chiamarla sicurezza. Può distruggere città e chiamarla difesa. Può evocare bambini fracassati contro una pietra e chiamarla tradizione biblica.
Se la stessa frase fosse uscita dalla bocca di un ministro iraniano, siriano o russo, avrebbero già convocato il Consiglio di Sicurezza ONU tra urla isteriche, speciali televisivi e prostitute mediatiche travestite da editorialisti morali.
Ma Israele no. Israele viene assolto prima ancora del processo. Perché non è più uno Stato da giudicare. È diventato un dogma geopolitico da venerare e quando un Paese smette di poter essere criticato, smette anche di poter essere fermato.

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