Sapete perché avete paura del controllo? Delle telecamere? Delle intercettazioni telefoniche? Dei dati personali rubati? Ecc…? Perché avete paura di alzare la testa e il dito medio. Piegate la testa e dite si… questo è il vostro modus operandi: il terrore di ribellarvi, di essere padroni della vostra vita, di non saper dire “sti cazzi” – “fottetevi”. Il vero problema è questo.

Sapete perché avete paura del controllo?

Vi siete abituati ad aver paura di queste cose e le vivete tutte come se loro fossero imbattibili, come se avessero sempre ragione… ma io vi dico soltanto una cosa: abbiate coraggio di essere rivoluzionari. Fondamentale avete paura di perdere quel cazzo di nulla che avete, che, ovviamente, è tutta una fottuta illusione, qualche spiccio non tangibile, una casa a cui basta una scossetta per venire giù… l’aspetto che vi fa sentire da copertina anche se siete carrelli del supermercato… una macchina che più è grande e più avete il cazzo piccolo.

Avete smesso di combattere

Così avete smesso di difendere la libertà e avete iniziato a difendere la vostra zona di comfort. Non importa quanto sia piccola, quanto sia fragile o quanto sia costruita sull’illusione, purché nessuno la tocchi. È questo il grande inganno della società contemporanea: convincervi che la sicurezza valga più della dignità.
Il controllo non si impone più soltanto con la forza. Oggi è molto più raffinato. Si alimenta attraverso il consenso, attraverso l’abitudine, attraverso la paura di perdere ciò che possedete o, peggio ancora, ciò che credete di possedere.

Sapete perché avete paura del controllo?

Chi vive nel timore costante di perdere qualcosa finisce inevitabilmente per rinunciare a una parte della propria libertà. Lo fa spontaneamente, senza neppure accorgersene.
La società dei consumi ha costruito un essere umano che confonde il valore con il prezzo. Se il conto in banca cresce si sente importante, se cambia automobile si sente realizzato, se qualcuno mette un “mi piace” sotto una fotografia si convince di esistere un po’ di più.

Rent to be

È una felicità in affitto, pagata a rate, continuamente dipendente dallo sguardo degli altri. Il conformismo è diventato una forma di sopravvivenza. Pensare con la propria testa richiede coraggio, mentre ripetere quello che dicono tutti è comodo. La massa non ama chi si pone domande, ama chi conferma le proprie certezze. Per questo molti preferiscono il silenzio alla verità, l’obbedienza al dubbio, la tranquillità alla libertà. La forma più efficace di controllo, però, è quella invisibile. È quella che vi convince che non abbia senso ribellarsi, che tanto non cambierà nulla, che il potere vincerà sempre… il più grande inganno del Diavolo è far credere che lui non esista. Quando un uomo arriva a pensare questo, la sua sconfitta è già avvenuta. Non perché qualcuno gli abbia tolto la libertà, ma perché lui stesso ha smesso di esercitarla.

Sapete perché avete paura del controllo?

La libertà non è un diritto che si conserva automaticamente… è un esercizio quotidiano… è la capacità di guardare il mondo senza il filtro della paura, di accettare il rischio delle proprie idee, di non vendere la propria coscienza per qualche privilegio o per un’apparente tranquillità. Chi ha davvero il potere non teme chi urla… teme chi non è più ricattabile, teme chi non ha bisogno dell’approvazione, chi non vende la propria dignità per una promozione, per una poltrona, per un invito o per qualche briciola di prestigio sociale. Perché un uomo libero può essere sconfitto, ma non può essere addomesticato… in culo al controllo.

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