Questo è lo scenario di cui avevo scritto in tempi non sospetti: Gaza dimenticata, distrutta e conquistata dai terroristi israeliani. Lo avevo scritto: inventeranno tante di quelle distrazioni per far in modo che Netanyahu porti a termine la sua missione.
Questo è lo scenario di cui avevo scritto in tempi non sospetti
Abbiamo la testimonianza di Pizzaballa, che vorrei estrapolare dal contesto dell’altro Stato terrorista: Vaticano. Pizzaballa è una persona seria, un prete che è lì sul territorio, che lancia allarmi disperati, irremovibile dal suo mandato. Infatti, la stessa cosa non possiamo dire di Sua Santità servilismo Papa Leone… la sua lite con Trump era funzione? Complimenti per il teatrino, del resto la curia romana è un’eccellenza in questioni di finzioni. È più forte di me… quando ci siete voi di mezzo l’unico desiderio è abbattervi, rendervi in macerie… avete falsificato 2000 anni di storia e continuate a farlo.
Pizzaballa pastore vero
Ma Pizzaballa no… lui è un prete vero, con i coglioni, non è lì a badare a teatrini – è con la croce sul territorio in difesa dei più deboli, degli ultimi… proprio come diceva il Nazareno che avete mistificato e mortificato con la vostra storia paolina. Il Papa invece, con la sua voce impostata in modalità telegiornale di Teletevere, fa il compitino dall’angelus domenicale: pace in terra agli uomini di buona volontà… e nulla di più. Certo! Quando sortiranno fuori dalle macerie di Gaza: alberghi, ristoranti, centri ricreativi… ci sarà la pappatoia anche per il Vaticano. Molti s’incazzano per le mie affermazioni ma ricordatevele, quando un giorno il centralino dell’Opera Romana Pellegrinaggi vi risponderà: “siamo spiacenti, ma a Gerusalemme è tutto prenotato è rimasto un alloggio di pregiuo soltanto a Gaza… nel fantastico nuovo Resort perfettamente collegato con Betlemme, Nazareth e Gerusalemme”. Ricordatevelo e vi renderete conto di quanto terrorista sia il Vaticano… si proprio come Israele, USA, Francia e Italia.
Questo è lo scenario di cui avevo scritto in tempi non sospetti
Le parole del cardinale Pierbattista Pizzaballa non arrivano da un osservatore distante, né da un commentatore televisivo. Arrivano da chi quella realtà la attraversa, la guarda negli occhi e la vive accanto alla popolazione civile. Il suo racconto è quello di una devastazione che supera perfino le immagini trasmesse dagli schermi… e voi invece, rimanete in silenzio poveri pecoroni a credere ai teatrini messi in scena per distrarmi.
“Gaza è un disastro”
“Gaza è un disastro”, afferma senza esitazioni. Una definizione che non ha bisogno di enfasi, perché è sostenuta dalla realtà dei luoghi. Le città sono state rase al suolo, livellate, cancellate. Rafah, racconta Pizzaballa, non esiste più. Dove un tempo c’erano quartieri, case, scuole e strade, oggi rimangono solo macerie e distese di distruzione. Ma c’è un elemento che nessuna fotografia riesce a restituire: la vita quotidiana di chi è sopravvissuto. Famiglie costrette a vivere tra tende improvvisate, fognature a cielo aperto, percorsi di fortuna e condizioni igieniche sempre più insostenibili. È un’emergenza umanitaria che continua a peggiorare ogni giorno.
Questo è lo scenario di cui avevo scritto in tempi non sospetti
Tra gli aspetti più drammatici c’è la diffusione dei topi, conseguenza diretta del collasso sanitario e dell’accumulo di rifiuti. Non è soltanto una questione di degrado: i roditori mordono le persone e colpiscono soprattutto i bambini, che rappresentano una parte enorme della popolazione rimasta nella Striscia. È un dettaglio che rende ancora più concreta la misura della tragedia e che difficilmente trova spazio nel dibattito pubblico, pur descrivendo con estrema efficacia il livello di disperazione in cui versa oggi Gaza… in conclusione: non accadrà mai… ma semmai il popolo si svegliasse, semmai gli arabi trovassero coesione… chissà…
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