Portogallo: il volto scoperto diventa legge. Il Portogallo ha scelto di trasformare un simbolo religioso controverso in una questione di sicurezza, identità civile e riconoscimento reciproco. Martedì 18 agosto, il presidente della Repubblica António José Seguro ha promulgato la norma ormai conosciuta come “legge del burqa”.
Portogallo: il volto scoperto diventa legge
Il provvedimento vieta negli spazi pubblici gli indumenti destinati a nascondere completamente il volto o a impedirne chiaramente l’identificazione. La legge era stata approvata dal Parlamento il 17 luglio, dopo un confronto politico segnato da divisioni e accuse. A sostenerla sono stati PSD, Chega, Iniziativa Liberale e CDS-PP, mentre socialisti, comunisti e altre forze progressiste hanno votato contro. Il progetto portava la firma di Chega, partito della destra radicale guidato da André Ventura e impegnato sul fronte antimigratorio.
La prima bozza
La prima bozza conteneva riferimenti più espliciti alla religione islamica e sollevava seri dubbi sulla compatibilità con la Costituzione portoghese. Durante l’esame parlamentare, il testo è stato modificato per spostare il baricentro dalla fede religiosa alla sicurezza e all’ordine pubblico. La versione definitiva non nomina burqa o niqab, ma colpisce qualsiasi abbigliamento capace di occultare il volto nelle aree accessibili alla collettività. Restano escluse le situazioni giustificate da salute, lavoro, arte, spettacolo, pubblicità, sicurezza, condizioni climatiche o specifiche disposizioni previste dalla legge.
Portogallo: il volto scoperto diventa legge
Il divieto non si applica inoltre nei luoghi di culto, negli spazi sacri, nelle sedi diplomatiche, nei consolati e sugli aeromobili. Le multe variano da 150 a 750 euro per negligenza, raggiungendo i 3.000 euro quando la violazione è intenzionale. Il provvedimento vieta anche di costringere qualcuno a coprirsi il volto per genere, religione, età oppure origine. Seguro ha riconosciuto la delicatezza sociale e culturale della materia, sottolineando quanto sia difficile bilanciare diritti, doveri e libertà individuali.
La supervisione
Ha tuttavia richiamato la giurisprudenza europea e il principio secondo cui il volto rappresenta un elemento centrale dell’identità umana. Secondo il presidente, una società libera deve permettere a ciascuno di vivere le proprie convinzioni dentro regole comuni di convivenza. Resta però una domanda politica che nessuna formula legislativa può cancellare: questa legge difende davvero le donne oppure trasforma una minoranza in bersaglio? La sicurezza può giustificare l’identificazione del cittadino, ma non dovrebbe diventare un alibi per alimentare paure, sospetti o discriminazioni.
Il confine è sottile e pericoloso, specialmente quando la proposta nasce dalla destra radicale e viene ripulita soltanto durante l’iter parlamentare.Il Portogallo ha scelto di scoprire i volti. Ora dovrà dimostrare di non avere coperto, dietro la sicurezza, il volto dell’intolleranza.
© Hans CPC
