L’ex revisore Milone: “Non sono una spia, ho solo fatto il mio lavoro segnalando 30 irregolarità. E nessuno ha mai avviato un’inchiesta”.

L’ex revisore Milone: “Non sono una spia”

Lo Stato più ambiguo e potente al mondo, dal punto di vista psico morale e di spionaggio planetario, cade sotto i suoi stessi colpi tra intrighi economici e reati di fatto. Un deficit previdenziale per il personale del Vaticano mai definito, ma stimato tra uno e due miliardi di euro. Sulla cui copertura le autorità ecclesiastiche non hanno fornito informazioni ai dipendenti che temono per la loro pensione. Per lo IOR la questione è diversa, dalle sue carte emerge che l’ordine dato da papa Francesco alle congregazioni di riportare sotto il controllo di questo Istituto tutte le partecipazioni finanziarie detenute all’estero non è stato fin qui rispettato. Ovviamente da qui partono tutti i dubbi selle centinaia di operazioni immobiliari fatte dal Vaticano a nome di molti prelati.

Ma non solo

Anche il timore di procedure finanziarie non trasparenti, addirittura dei varchi lasciati aperti al riciclaggio di denaro, che si ripresenta periodicamente.
Dieci anni fa, con Benedetto XVI dimissionario dalla guida di una Chiesa nella tempesta degli scandali sessuali ma anche di quelli finanziari coi sospetti di riciclaggio e il Vaticano tagliato fuori dalle reti telematiche dopo le verifiche di Moneyval, papa, Francesco, affidò il tentativo di fare pulizia al cardinale australiano George Pell (dentro una botte di ferro mah!), coadiuvato da Libero Milone, un esperto laico proveniente dalla Deloitte, nominato Revisore generale con ampi poteri d’indagine su tutti i movimenti finanziari degli organismi della Chiesa. Di certo una delle peggiori versioni della Chiesa 2.0, probabilmente la cartina torna sole di tutti gli intrighi creati nel corso dei decenni successivi.

Oggi, dopo anni di conflitti

Oggi, dopo anni di conflitti, guerre sotterranee della Curia contro Pell (finì perfino in galera, per varie accuse , poi riabilitato ma successivamente scomparso… chissà magari anche lui promosso in qualche mega basilica) il licenziamento (formalmente dimissioni forzate) di Milone e del suo team, accusati di essere andati al di là dei loro poteri, indagando sui comportamenti economici di alti prelati, e dopo altri eventi traumatici come il processo e una pesante condanna penale in primo grado del cardinale Becciu che era stato l’accusatore di Milone, ecco un nuovo terremoto: mentre sta per iniziare il processo di Appello per Becciu, emergono nuovi documenti inquietanti mentre dall’estero giornali e siti come The Australian e The Pillar, uno dei più autorevoli organi d’informazione dei cattolici americani, parlano di smoking gun che erano state individuate da Pell nelle finanze vaticane e del rischio che possano arrivare nuove sanzioni (The Pillar arriva a parlare di una possibile reazione nucleare) se dovesse emergere una consolidata pratica amministrativa di modifica dei codici di alcune transazioni finanziarie internazionali appena effettuate, per impedire l’identificazione della provenienza dei fondi.

Papa Prevost riparte da qui: dall’ex revisore Milone?

Papa Prevost riparte da qui: dal pragmatismo e la modernità della chiesa americana, l’impegno alla trasparenza di Francesco, ma anche la conoscenza della Curia romana e la volontà di riformare senza grandi strappi. Le vicende di Pell (che 9 anni fa denunciò in una lettera qui pubblicata comportamenti sospetti dell’Apsa, l’amministrazione del patrimonio del Vaticano, e rapporti impropri con una banca svizzera, poi smembrata anche per i suoi comportamenti irregolari e le vicende di Milone, sembrano appartenere a un passato abbastanza lontano.

Milone e la sua riabilitazione

La richiesta di riabilitazione e indennizzo dell’ex revisore Milone è stata respinta dal tribunale del Vaticano respinta in prima e seconda istanza non nel merito ma con l’argomento, per lui infondato, che avrebbe dovuto denunciare per i torti subiti non la Segreteria di Stato ma coloro che lo attaccarono e cioè il cardinale Becciu (allora Sostituto, cioè numero due della Segreteria di Stato) e l’allora capo della Gendarmeria, Giani, non si ferma. Ieri, in una conferenza stampa, ha annunciato l’ulteriore ricorso in Cassazione, ha raccontato di aver avuto, dopo aver lasciato il ruolo di Revisore, ben 18 incontri col cardinale Parolin (sempre in un convento, mai in Vaticano) alla ricerca di una composizione della controversia e ha detto di sperare di poter illustrare al nuovo pontefice il suo operato: “Non sono una spia, ho fatto solo il mio lavoro di revisione segnalando una trentina di casi di irregolarità trasmessi al Promotore di Giustizia per le necessarie indagini. Ma non è stato mai avviato alcun procedimento.

L’ex revisore Milone: la nota della Santa Sede

A seguito dell’articolo da Voi pubblicato in data 31 luglio 2025, vogliate prendere nota, nel rispetto della verità e della corretta informazione, che il testo in questione contiene numerose e gravi inesattezze e illazioni riguardanti sistemi e procedure in uso all’interno della Santa Sede. Tali affermazioni sono del tutto infondate e a tale proposito si precisa che:

1. APSA non annoverava nel 2016 e non annovera oggi tra i propri utenti soggetti “privati”, ma esclusivamente Istituzioni Curiali e dello Stato della Città del Vaticano. Questo fatto è chiaramente affermato nel rapporto MONEYVAL del 6 dicembre 2017 (pag. 15), nel quale si certifica l’assenza di rapporti non istituzionali presso APSA. Tale circostanza è stata inoltre verificata mediante ispezione in loco da parte dell’AIF (ora ASIF).

2. APSA non è un Ente commerciale, ma un Ente Sovrano della Santa Sede, che opera per conto proprio e per conto di Enti Istituzionali a essa riferiti.

3. Il bilancio annuale di APSA è sottoposto a un processo di full audit, verificato sia dal Revisore Generale che dalla Segreteria per l’Economia.

4. Sono, inoltre, stati effettuati specifici audit relativamente all’Area Finanza negli anni dal 2020 al 2024, rispettivamente dall’ASIF e dalla Società PWC, nei cui rapporti finali non è emersa alcuna anomalia.

5. Per quanto concerne i processi SWIFT menzionati nel Vostro articolo, si evidenzia che tali strumenti sono standard internazionali non modificabili né alterabili. Il loro utilizzo da parte di APSA avviene tramite provider certificati da SWIFT stessa, che operano secondo criteri rigorosi di controllo.

Di Cento Righe

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