Negli ultimi anni le questioni legate al Vaticano sono state veramente un Vaticangate. E’ stato coinvolto in una serie di intrighi immobiliari e finanziari di grande portata, che hanno esposto al pubblico gravi criticità nella gestione delle proprietà e delle risorse economiche della Santa Sede.

Vaticangate

Uno degli scandali più eclatanti riguarda l’acquisto di un immobile di lusso a Londra, in Sloane Avenue. Scelto dal cardinale Angelo Becciu quando ricopriva il ruolo di numero due nella Segreteria di Stato (2011–2018), l’edificio fu acquistato per circa 200 milioni di dollari prelevati dai fondi riservati del dicastero. Un’operazione orchestrata in collaborazione con l’imprenditore italiano Raffaele Mincione, condannato per riciclaggio, corruzione e peculato dal tribunale vaticano nel dicembre 2023. Becciu ha ricevuto una pena di cinque anni e mezzo e una confisca equivalente di oltre 166 milioni di euro. Nel febbraio 2025 la High Court inglese ha confermato che la Segreteria di Stato venne truffata da Mincione, rigettando le sue tesi di buona fede e precisando che la Santa Sede fu vittima di informazioni ingannevoli e valutazioni gonfiate. Inoltre, è emerso che vi sarebbero prove, tra cui documenti e registrazioni trapelate, secondo le quali Papa Francesco avrebbe tentato, durante il processo, di influenzare un testimone chiave, Mons. Perlasca, cambiando il corso delle deposizioni.

Caloia e lo IOR

Un altro caso rilevante riguarda Angelo Caloia, ex direttore dello IOR (Istituto per le Opere di Religione), condannato a quasi nove anni di carcere per aver venduto immobili vaticani a prezzi sottostimati, ricavandone plusvalenze personali e causando perdite per circa 34 milioni di euro. La vendita di 29 proprietà avvenne tra il 2001 e il 2008, principalmente a società offshore, che successivamente le rivendevano a prezzo pieno. A livello più strutturale, l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA) – l’ente che gestisce gli immobili e gli investimenti – ha registrato una profittabilità migliorata nel 2024. Il risultato è stato di circa 62,2 milioni di euro, con un contributo di 46 milioni di euro destinati alle spese operative della Curia e del servizio della Santa Sede. Tuttavia, i profitti immobiliari si sono mantenuti invariati rispetto al 2023 (35 milioni), a fronte di costi elevati di manutenzione (3,8 milioni) ed estesi immobili non redditi o affittati a canoni inferiori al mercato  . Su oltre 5.400 proprietà globali (4.234 in Italia, 1.200 all’estero), solo una parte modesta viene affittata a canoni di mercato; la maggioranza serve ad uffici vaticani senza generare reddito.

Vaticangate e papa Francesco

In risposta alla crisi, il Vaticano ha avviato iniziative riformatrici: nel 2022 Papa Francesco ha centralizzato la gestione delle risorse finanziarie nello IOR, rafforzando così il controllo interno. Nel medesimo periodo APSA ha cominciato a esternalizzare alcune funzioni di gestione immobiliare affidandole a professionisti del settore come Tecnocasa, pur mantenendo il controllo sugli immobili. La riorganizzazione ha incluso anche la revisione dei contratti di affitto e l’avvio di progetti di ristrutturazione per valorizzare i beni infruttiferi. Tuttavia, le riforme hanno incontrato resistenze interne, soprattutto in relazione alla trasparenza e ai tentativi di ridimensionare sistemi opachi ereditati dal passato. Particolarmente significativo è stato l’avvertimento nel 2016 da parte del cardinale George Pell, che denunciò sistemi finanziari “potenzialmente illegali” all’interno di APSA, capaci di alterare retroattivamente codici SWIFT e mascherare la provenienza di fondi, facilitando operazioni opache e rischio di riciclaggio. Questi meccanismi furono confermati da un’indagine interna che riconobbe alterazioni improprie delle transazioni bancarie. Ciò ha minacciato l’integrità del rating internazionale del Vaticano e la sua posizione nel sistema bancario globale.

E le opere destinate alla santità?

Infine, emergono altri scandali legati a opere destinate alla santità: le spese gonfiate per cause di beatificazione e residenze cardinalizie opulente, come quelle ricavate dall’ospedale Bambino Gesù per lavori nell’appartamento di Bertone, hanno attirato critiche anche dalla stampa investigativa. In sintesi, seppur i dati più recenti mostrino un miglioramento nelle performance pari a circa +35% di utili, le vere sfide restano l’eredità di scandali immobiliari, la sostenibilità del fondo pensionistico (stimato in centinaia di milioni di deficit) e la necessità di una riforma strutturale della governance. Il lunghissimo e complesso processo di trasparenza – in gran parte voluto da Papa Francesco e proseguito dal suo successore, Papa Leo XIV – è tuttora al centro della trasformazione dell’economia vaticana.

Di Cento Righe

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