La tecnica dell’intreccio, quando è praticata con consapevolezza e visione progettuale, dimostra una vitalità sorprendente. Non è un semplice retaggio del passato, ma un linguaggio vivo che attraversa il design contemporaneo, capace di rinnovarsi grazie alla sperimentazione di aziende e progettisti attenti tanto alla materia quanto ai valori che essa incarna. L’intreccio oggi parla di sostenibilità, di filiere recuperate, di saperi antichi rimessi in circolo e tradotti in forme nuove, coerenti con le esigenze dell’abitare contemporaneo.
La tecnica dell’intreccio dimostra una vitalità sorprendente
Il messaggio era evidente anche nell’installazione Intrecci di Eligo Studio per Fondazione Cologni, presentata al Museo Bagatti Valsecchi durante le Giornate dei Mestieri d’Arte: otto totem realizzati con cesti in fibre provenienti da diverse regioni italiane, a comporre una mappa ideale del saper fare artigiano. Un racconto corale in cui la manualità diventa patrimonio culturale e risorsa progettuale.
Studio e proprietà
Coniugare lo studio delle proprietà fisico-meccaniche dei materiali con la tecnica dell’intreccio significa aprire scenari inediti tra interior design, product design e textile design. Qui l’intreccio non è più solo superficie decorativa, ma struttura portante, dispositivo narrativo, gesto che genera forma. Dai paralumi intrecciati a mano che filtrano la luce creando atmosfere intime e vibranti, alle testate di letti in cuoio lavorato che trasformano la zona notte in un palcoscenico materico, ogni progetto dimostra come il ritmo dell’intreccio possa definire lo spazio.
La tecnica dell’intreccio dimostra una vitalità sorprendente
Anche l’outdoor trova in questa tecnica un alleato ideale: corde e fibre sintetiche dialogano con il legno massello per garantire resistenza, comfort ed eleganza, mentre pattern tridimensionali donano profondità e carattere alle sedute. In altri casi, l’intreccio assume la forza espressiva di un’opera tessile, come nei paraventi, nelle sedute o persino nelle carte da parati che trasformano le pareti in superfici da “indossare”.
In questo incontro virtuoso tra artigianato e design, la tradizione non viene semplicemente conservata: viene riscritta, reinterpretata, proiettata nel futuro. L’intreccio, più che una tecnica, si conferma così un atto culturale, un ponte tra memoria e innovazione.
