La sinergia alla Gianni e Pinotto delle forze dell’ordine è ormai un rito provato e approvato. Una vettura viene rubata di notte, nell’afa assassina di un luglio che non perdona. Il proprietario, ovviamente, fa ciò che deve: denuncia il furto, compila carte, subisce il rito della burocrazia. Passano tre, quattro mesi. Nel cuore della notte arriva una telefonata che porta “mezzo infarto incorporato”: la Polizia comunica il ritrovamento dell’auto. Da lì parte la liturgia dell’attesa per il dissequestro del giudice.
La sinergia alla Gianni e Pinotto delle forze dell’ordine
Due settimane dopo arriva l’avviso della firma. Il proprietario si precipita in una questura dispersa tra il nulla e il degrado, affronta la solita ora di attesa, e finalmente ottiene il dissequestro. Cambio quadro. Sei mesi dopo, lo stesso proprietario viene fermato dai Carabinieri per un controllo di routine. “Scusi, ma la sua vettura risulta ancora sotto sequestro per furto.” Domanda logica: quindi la Polizia non ha comunicato ai Carabinieri il dissequestro? A quanto pare… no. Il cittadino esibisce il foglio del giudice, e i militari impiegano quarantacinque minuti per verificare che il dissequestro sia davvero avvenuto.

Cambio quadro ancora. Un anno dopo, la medesima vettura
La medesima vettura parcheggiata non proprio benissimo – viene rimossa dalla Polizia Municipale e nuovamente sequestrata, perché nei loro registri risulta ancora rubata. Ergo: né Polizia né Carabinieri hanno mai pensato di aggiornare la Municipale sugli eventi precedenti. Questo non è un paese per vecchi: è un paese per stolti disorganizzati e incompetenti. Un paese finito, che usa le forze dell’ordine più per opprimere un popolo che per organizzarlo.
La sinergia alla Gianni e Pinotto delle forze dell’ordine
Ed è qui che si compie la trilogia dell’assurdo burocratico: un capolavoro tragicomico in cui le varie forze dell’ordine, tutte senza distinzione di stemma o piuma, recitano una commedia degna di Gianni e Pinotto. Uno inciampa, l’altro guarda altrove, e l’auto rubata viaggia tra sequestri e dissequestri come una rockstar in tournée.
Il cittadino bruscolinaro
Il cittadino, intanto, diventa un pellegrino errante con in mano documenti che nessuno legge, certificati che nessuno aggiorna, e la sensazione di vivere in una barzelletta in cui non ride nessuno, se non la burocrazia stessa.Perché il sistema funziona così:– La Polizia non avvisa i Carabinieri – i Carabinieri non avvisano la Municipale – la Municipale non avvisa nemmeno sé stessa.Una “comunicazione coordinata” talmente impeccabile che perfino un piccione viaggiatore, dopo tre bicchieri di grappa, farebbe di meglio.
La sinergia alla Gianni e Pinotto delle forze dell’ordine
Quindi sì, il paese è finito, ma non per colpa dei cittadini: è finito perché chi dovrebbe garantire ordine, certezza e tutela si muove come un’orchestra stonata, ognuno con lo spartito sbagliato e il direttore d’orchestra ubriaco d’indifferenza.Conclusione? In questa Repubblica delle Carte Bollate, l’unico vero atto eroico è riuscire a guidare una macchina non sequestrata per errore. E quando accade, non è fortuna: è un miracolo amministrativo. Da segnare nel calendario dei santi.
