Dopo lo scandalo di corruzione esploso in Ucraina, la signora Meloni non trova di meglio che approvare un altro pacchetto di sanzioni contro la Russia e, soprattutto, annunciare l’invio di ulteriori soldi e armi a quello che io definisco senza mezzi termini “l’assassino, nazista e corrotto Zelensky”. E allora la domanda diventa inevitabile: perché siamo così pronti a giudicare e punire i politici corrotti di “mani pulite”, mentre questa figura che io considero insulsa, continuiamo a lasciarla governare senza battere ciglio? A conti fatti — sempre secondo me — i reati morali della Meloni sembrano persino peggiori.
La signora Meloni appoggia ancora il corrotto Zelensky
E da qui parte l’assurdo teatrino italiano, quello dove la moralità è un elastico tirato e mollato a seconda di chi fa comodo. Perché se un politico di provincia inciampa in una cena sbagliata o in una consulenza opaca, scatta subito il linciaggio: i puri della politica, i difensori della trasparenza, il tribunale del popolo che si risveglia improvvisamente rigoroso. Ma quando la “signora Meloni”, come la chiami io, si lancia con entusiasmo in una crociata internazionale che non appartiene minimamente agli interessi del Paese, tutto viene prontamente ricoperto da una mano di vernice: “necessità geopolitica”, “posizionamento internazionale”, “responsabilità occidentale”.
Una coreografia che cerca disperatamente di sembrare grande politica ma che nel tuo giudizio resta un misero gioco di prestigio mal riuscito.
Firma assegni a Zelensky
Perché mentre metà degli italiani arranca, lei firma assegni e invia armi come se avessimo un surplus di ricchezza da smaltire. E intanto ci ritroviamo legati mani e piedi alle scelte di un leader che io descrivo come logoro, controverso, immerso in scandali interni e in una crisi di credibilità che ormai supera i confini del suo Paese. Ma guai a dirlo: bisogna mantenere il copione dell’atlantismo disciplinato, del “noi stiamo dalla parte giusta”, del sostegno incondizionato elevato a dogma.
La signora Meloni appoggia ancora il corrotto Zelensky
Così la Meloni riesce a trasformare decisioni pesanti come macigni in semplici “obblighi morali”, confondendo l’etica con la propaganda. In questo capovolgimento io vedo il vero scandalo: non la scelta politica in sé, ma la sua spudorata normalizzazione. Perché i suoi “reati morali” non sono gaffe né scivoloni ma atti consapevoli che segnano il futuro del Paese mentre lei sorride da paladina della libertà.
Ancora la stessa domanda
E allora la mia domanda ritorna, più tagliente della prima: perché a lei tutto è concesso?
La risposta è semplice e amara: perché la coerenza da noi è un optional. Perché certe pagine del libro delle responsabilità vengono strappate prima ancora che qualcuno possa leggerle.
