La Palestina, attraverso la voce del suo ambasciatore a Mosca, Abdel-Hafiz Nofal, ha confermato di aver presentato una richiesta formale di adesione come membro pieno dei BRICS.

La Palestina membro pieno dei BRICS?

La mossa è stata annunciata pubblicamente nelle ultime settimane e rappresenta un passo politico significativo per l’Autorità Nazionale Palestinese, che vede nel blocco guidato da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica una piattaforma alternativa rispetto all’isolamento subito in sede ONU e nei rapporti bilaterali con l’Occidente. Secondo quanto riportato da fonti diplomatiche, la Palestina avrebbe già partecipato come “ospite” ad alcuni incontri paralleli ai vertici BRICS, ma ora l’obiettivo è ottenere lo status di membro effettivo, al pari delle nuove adesioni già avvenute nel 2024, quando Arabia Saudita, Egitto, Etiopia, Iran ed Emirati Arabi Uniti sono entrati a far parte dell’organizzazione.

Membro pieno dei BRICS?

Il messaggio è chiaro: Ramallah vuole agganciarsi al nuovo polo multipolare che i BRICS stanno costruendo per bilanciare il predominio economico e politico di Stati Uniti e Unione Europea. La risposta dei Paesi fondatori, tuttavia, non è stata ancora ufficializzata. Pechino si è espressa in maniera favorevole, dichiarando di “accogliere con piacere tutti i paesi che condividono la visione di cooperazione, sviluppo e multipolarismo”. Anche la Russia guarda con interesse alla candidatura palestinese, in linea con la sua strategia di porsi come sostenitrice delle cause del Sud globale. Per la Palestina, l’ingresso nei BRICS avrebbe diverse implicazioni. Sul piano economico, significherebbe accedere a canali di cooperazione, investimenti infrastrutturali e potenziali aperture commerciali, soprattutto con la Cina e i Paesi del Golfo già integrati nel blocco.

La Palestina membro pieno dei BRICS?

Sul piano politico e simbolico, l’adesione rafforzerebbe il riconoscimento internazionale della Palestina come Stato, bypassando il veto sistematico che subisce al Consiglio di Sicurezza dell’ONU e guadagnando un nuovo palco da cui far sentire la propria voce.Il cammino, però, resta incerto. I BRICS hanno già ricevuto decine di richieste di adesione e stanno valutando criteri più stringenti per l’allargamento.

La svolta geopolitica

La candidatura palestinese si inserisce dunque in un contesto di ridefinizione delle regole interne del gruppo. Se accettata, rappresenterebbe una svolta geopolitica di grande portata, con l’ingresso ufficiale della causa palestinese in una delle principali alleanze economico-politiche mondiali.

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