La Palestina è sventrata mentre le distrazioni di massa si sono moltiplicate. Mentre i Minus Habens di mezzo mondo hanno già la testa infilata nel culo lercio delle vacanze pagate a rate, mentre i rutto libero, frittatone di cipolle Peroni maxi gelata, sono impegnati con i mondiali, mentre le mogli sono “accompagnate” dal personal trainer in palestra, la Palestina è sventrata.

La Palestina è sventrata

Gli occhi su Meloni – Trump, scontro epico da demenze o insufficienze psicologiche. Gli occhi sull’accordo Iran – Stati Uniti e mentre porchettone Trump dice che è tutto a posto, il presidente iraniano dice: “Se Israele non smette di bombardare il Libano non ci sarà nessun accordo”.

Tutti a fare il rogito per Gazaaaa…

La febbre della proprietà di Gaza è diventata una mania in grande stile, di cui è ghiotto anche chi non dovrebbe esserlo. Eh? Santità… un po’ più sì, un po’ meno? Mmmhhhhh. Certo che ci vorrebbe una associazione a delinquere culturale per far cambiare le cose. Ci vorrebbe che i molti, palestrati, coatti, ex galeotti, ex militari, prendessero in mano le sorti di questi Stati magari guidati da EX GENERALI PAVONI. Gli ex generali hanno sempre una parte dell’esercito fedele. Questi idioti sono sotto scacco di Trump e Netanyahu: Meloni, Macron, Curia, massonerie interne alle Chiese e interne all’Europa nazista. Mentre Xi e Putin stanno rafforzando la loro posizione nei mercati economici asiatici, si paventa una ripartizione geopolitica troppo da paurissima.

La Palestina è sventrata

Russia: cazzi nostri di quello che facciamo con l’Ucraina, noi continuiamo mentre la stupida Europa si fotte di debiti per far contento Zelensky, così tu, caro Trump, ti fai i cazzi tuoi con Netanyahu e Vaticano, lo sappiamo che la lite con il Papa è una messa in scena😂😂😂, e ti metti anche l’Europa in tasca… mi raccomando, fai la vittima. Cina: fate quello che volete, appoggio l’idea der Sor Putin, l’importante per me è che mi arrivi il petrolio che parte dall’Iran e che durante l’invasione che farò a Taiwan non mi rompete le palle.

Manca Totò e la commedia è completa

Questo mi sembra uno scenario plausibile, disse il Bardo. Certo, per mettere in scena tutto questo bisogna creare alterazioni e distrazioni ancora più importanti, il calcio, la religione e i balocchi per adulti sono l’oppio dei popoli. Non credo che questo articolo rimanga inosservato, mi rivolgo agli amici dell’illuminazione. C’è una ferita che vi si aprirà all’ultimo secondo, ed è quella che nessuno si aspetta mai: l’unione delle coscienze quando non avranno più soldi. Perché il vero potere non teme la rabbia individuale, la sa gestire, la sa indirizzare, la sa vendere in abbonamento, teme altro, teme il momento in cui le persone smettono di consumare indignazione preconfezionata e iniziano a produrre pensiero autonomo… solitamente inizia con il finire dei soldi.

Cosa teme?

Teme il momento in cui i cittadini si accorgono che la sofferenza di un bambino a Gaza vale quanto quella di un bambino a Tel Aviv, a Kiev o a Teheran, teme il momento in cui la propaganda smette di funzionare perché le coscienze tornano a guardare oltre le bandiere, oltre le tifoserie, oltre le appartenenze obbligate. Perché è questo il grande inganno del nostro tempo, convincerci che esistano guerre giuste per definizione e vittime di serie A e vittime di serie B.

La Palestina è sventrata

Intanto la Palestina continua a sanguinare, il Libano continua a bruciare, l’Ucraina continua a morire, mentre i leader del mondo si scambiano accuse davanti alle telecamere e stringono accordi lontano dagli occhi dell’opinione pubblica. Ci hanno insegnato a scegliere una curva, mai a mettere in discussione lo stadio. Eppure la storia insegna che nessun sistema costruito sulla paura, sulla distrazione permanente e sulla frammentazione delle coscienze è eterno. L’unione delle coscienze non nasce dalla violenza, non nasce dall’uomo forte, non nasce dall’ennesimo salvatore della patria, nasce quando i molti smettono di delegare la propria umanità ai pochi.

Quel giorno il calcio tornerà a essere soltanto calcio, la religione tornerà a essere spiritualità, la politica tornerà a essere servizio.Quel giorno nessuno potrà più nascondere una città sventrata dietro uno slogan, una conferenza stampa o un nuovo nemico da esibire in prima serata.E forse sarà proprio allora che il silenzio sulla Palestina diventerà impossibile.

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