La massoneria che si trasforma ma non muore. Ci sono luoghi nei quali il tempo sembra aver smesso di respirare. Sale ornate dove il silenzio pesa quanto il legno antico, grembiuli ricamati che custodiscono mani ormai segnate dagli anni, fasce dorate che attraversano corridoi come fantasmi di un’epoca incapace di arrendersi. Nella sede della United Grand Lodge of England, nel cuore di Covent Garden, la Massoneria inglese osserva il proprio riflesso e vi scorge una domanda che nessun rituale riesce più a nascondere: chi raccoglierà il testimone quando gli ultimi custodi avranno deposto il compasso.

La massoneria che si trasforma ma non muore

Per secoli la Massoneria ha abitato il confine tra leggenda e realtà. Segretezza, strette di mano rituali, giuramenti di fedeltà, sospetti di influenze nei palazzi della politica e dell’economia. Per i suoi appartenenti, invece, è soprattutto un cammino di perfezionamento interiore, beneficenza e fratellanza. Due narrazioni che convivono da oltre tre secoli senza riuscire mai a cancellarsi a vicenda.

Oggi in Inghilterra

Oggi in Inghilterra e Galles gli iscritti sono circa 175.000. Erano quasi mezzo milione nella seconda metà del Novecento. Un declino che racconta più di qualsiasi statistica. Racconta un mondo che cambia, una memoria che si assottiglia, un’eredità che rischia lentamente di diventare soltanto archivio. La maggior parte dei membri è composta da uomini, anche se le donne trovano spazio da oltre un secolo attraverso obbedienze femminili.

La sopravvivenza dell’istituzione passa inevitabilmente dai giovani. Le quote associative oscillano tra le 200 e le 500 sterline all’anno. Negli ultimi anni la Gran Loggia ha scelto di aprire porte che per secoli erano rimaste socchiuse. Più trasparenza, più dialogo, più occasioni di incontro. Oggi circa il 47 per cento dei nuovi iscritti ha meno di quarant’anni. Un segnale incoraggiante, forse soltanto una fiammella nel vento.

La massoneria che si trasforma ma non muore

Le radici vengono fatte risalire ai muratori medievali, mentre la prima Gran Loggia inglese nacque nel 1717. L’istituzione continua a richiamare gli ideali dell’Illuminismo, la tolleranza, il senso civico, il miglioramento dell’uomo. Valori che ancora riescono ad attirare chi cerca qualcosa che vada oltre la velocità del presente.

Le logge continuano a custodire strette di mano codificate, simboli, cerimonie e rituali che vengono svelati poco alla volta. Ogni grado rappresenta un passo, ogni passo pretende pazienza. È un linguaggio antico che sembra parlare sottovoce in un’epoca abituata a consumare tutto nell’arco di pochi secondi.

La rincorsa

Eppure anche la Massoneria prova a rincorrere il presente. Alcuni giovani utilizzano la storica sede londinese come spazio di coworking. Nascono logge universitarie, giornate aperte al pubblico, incontri destinati agli studenti. Le porte si aprono senza spalancarsi del tutto, nel tentativo di conservare il fascino del mistero senza trasformarlo in diffidenza.

Resta però l’ombra che accompagna da sempre questa istituzione. Un’indagine pubblicata nel 2024 rilevava che quasi un terzo dei consiglieri della City di Londra aveva dichiarato l’appartenenza alla Massoneria. La Gran Loggia respinge l’idea di esercitare un’influenza privilegiata sul mondo economico, ma il dibattito continua ad alimentarsi.

La massoneria che si trasforma

Anche la Metropolitan Police ha imposto ai propri dipendenti di dichiarare eventuali appartenenze massoniche, sostenendo che tali legami potrebbero generare conflitti di interesse o compromettere l’imparzialità. Una scelta maturata anche dopo le polemiche legate alle indagini sugli omicidi di Daniel Morgan e Stephen Lawrence, nelle quali l’eventuale appartenenza di alcuni agenti fu indicata come possibile ostacolo alla ricerca della verità. La Gran Loggia ha contestato quella decisione in tribunale, definendola discriminatoria, senza riuscire però a farla annullare.

Gli studiosi ricordano che la Massoneria nacque tra artigiani, funzionari e aristocratici per poi diventare, nell’Ottocento, un punto di riferimento per professioni considerate di grande affidabilità sociale come avvocati e commercialisti.

I giovani e la visione

Molti giovani raccontano di trovare nelle logge qualcosa che il mondo digitale fatica a offrire. Volti invece di schermi, presenza invece di connessioni, ascolto invece di notifiche. Altri temono che l’eccessiva trasparenza finisca per dissolvere proprio quel velo che per secoli ha alimentato il fascino dell’iniziazione. Se ogni simbolo può essere scoperto con una ricerca online, il mistero smette lentamente di essere attesa.

Forse è proprio questa la sfida più difficile. Non trovare semplicemente nuovi iscritti, ma convincere una generazione cresciuta nell’immediatezza che alcune porte hanno ancora bisogno di essere aperte lentamente. Perché ci sono tradizioni che non sopravvivono grazie ai numeri. Sopravvivono soltanto finché qualcuno continua a credere che il tempo abbia ancora il diritto di custodire un segreto.

7

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *