È bellissimo l’amore di un popolo verso il proprio popolo. È meraviglioso l’amore materno di una nazione verso la propria gente. Come, del resto, sarebbe bello l’amore della Chiesa verso gli ultimi, se ciò fosse vero, l’amor della Chiesa verso i popoli martoriati dalle guerre ma, purtroppo, quando ascolti l’angelus del Papa, ti rendi conto di quanto teatro ci sia nel raccontare il bisogno d’amore tra i popoli… quando chi pronuncia quelle parole, poi, benedice o ha già benedetto: “Mani che si stringono tra i banchi delle chiese alla domenica, mani ipocrite, mani che fan cose che non si raccontano altrimenti le altre mani chissà cosa pensano, si scandalizzano. Mani che poi firman petizioni per lo sgombero, mani lisce come olio di ricino, mani che brandiscon manganelli, che farciscono gioielli, che si alzano alle spalle dei fratelli“.

È bellissimo l’amore

Mani che applaudono la pace davanti alle telecamere e finanziano la guerra dietro le porte dei palazzi, mani giunte in preghiera che il lunedì tornano a firmare contratti, accordi, silenzi, mani che accarezzano un bambino per una fotografia e voltano lo sguardo quando quel bambino nasce dalla parte sbagliata del confine, mani che stringono il Vangelo e dimenticano il Cristo, perché il Cristo dà fastidio, pretende coerenza, pretende coraggio, pretende che si stia dalla parte degli ultimi anche quando non conviene.

l’Angelus nero

L’amore non è un Angelus, non è una formula ripetuta ogni domenica, non è una carezza pronunciata da un balcone, l’amore è una scelta che costa, che espone, che rompe gli equilibri del potere, che rinuncia ai privilegi, che non conosce diplomazia quando davanti ha il dolore di un popolo. Per questo continuo a pensare che il problema non siano le parole, il problema sono le coscienze addormentate, la capacità infinita dell’uomo di trasformare la compassione in spettacolo e la fede in protocollo istituzionale, fino al punto di riuscire a convivere con le macerie senza più sentirne l’odore, con i bambini sotto le bombe senza più sentirne il pianto, con la fame trasformata in statistica e con la morte ridotta a comunicato stampa.

È bellissimo l’amore

Se davvero il mondo fosse guidato dall’amore che racconta, nessun potente potrebbe dormire serenamente mentre un popolo viene cancellato giorno dopo giorno, nessuna benedizione potrebbe convivere con il rumore delle armi, nessun altare potrebbe sentirsi al sicuro davanti allo sguardo di chi continua a morire aspettando una giustizia che non arriva mai… grazie Santitá.

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