La Chiesa scomunica le persone sbagliate. Ci sono momenti nella storia in cui un’istituzione sembra preoccuparsi più della propria sopravvivenza che della verità che afferma di custodire. È in questi momenti che la scomunica rischia di trasformarsi da strumento eccezionale di tutela della fede a mezzo di difesa del potere.
La Chiesa scomunica le persone sbagliate
Il caso di Carlo Maria Viganò ha riaperto una domanda che molti credenti si pongono da tempo: la Chiesa sta davvero colpendo chi mette in discussione il deposito della fede oppure chi mette in discussione il proprio operato? Viganò sostiene di non essere uno scismatico, di non aver rinnegato la fede cattolica e di essere disposto a correggersi se gli venisse dimostrato, sul piano dottrinale, di aver contraddetto il deposito della fede. Chiede che gli venga indicato con precisione quale verità cattolica avrebbe negato e afferma che la sua contestazione riguarda decisioni, orientamenti e interpretazioni che, a suo giudizio, hanno allontanato la Chiesa dalla sua tradizione.
La storia della Chiesa
Al di là del giudizio che ciascuno può dare sulle sue posizioni, resta una questione difficile da ignorare. La storia della Chiesa è costellata di uomini che sono stati isolati, condannati o ridotti al silenzio proprio perché denunciavano corruzione, carrierismo, compromessi politici o deviazioni interne. Alcuni sono rimasti emarginati per tutta la vita, altri sono stati rivalutati soltanto molti anni dopo.
La Chiesa scomunica le persone sbagliate
Il problema non è condividere o meno le idee di Viganò. Il problema è domandarsi se una critica rivolta all’istituzione coincida automaticamente con un tradimento della fede. La credibilità della Chiesa non si misura dalla capacità di espellere i dissidenti, ma dalla forza con cui accetta il confronto quando questo nasce da convinzioni religiose sincere.
I fedeli percepiscono la distanza?
Molti fedeli percepiscono una distanza crescente tra il Vangelo e l’immagine pubblica dell’istituzione ecclesiastica. Il Cristo che predica povertà, misericordia, giustizia e servizio appare spesso soffocato da burocrazie, diplomazie, interessi, strategie e lotte interne. Questa percezione alimenta una crisi di fiducia che nessuna scomunica può risolvere.
Se la Chiesa vuole recuperare autorevolezza dovrebbe riscoprire il coraggio del dialogo, distinguendo con maggiore attenzione tra chi rifiuta la fede e chi, invece, afferma di voler difendere quella stessa fede criticando l’operato dell’istituzione.
La Chiesa scomunica le persone sbagliate
La forza del cristianesimo non è mai stata il silenzio imposto, ma la ricerca della verità. Ogni volta che la difesa dell’apparato prevale sulla ricerca della verità evangelica, il rischio è che il volto di Cristo venga oscurato dalle logiche del potere. La domanda, allora, resta aperta: la Chiesa sta difendendo il Vangelo oppure sta difendendo se stessa? È una domanda scomoda, ma ogni istituzione che pretende di custodire una verità dovrebbe avere il coraggio di affrontarla senza paura.
