La Chiesa che predica il silenzio spirituale ormai comunica come una multinazionale in crisi d’identità. Totem luminosi, numeri sparati sui maxischermi, manager della comunicazione, strategie editoriali, controllo del racconto, apparati giganteschi e liturgie mediatiche degne di un summit finanziario internazionale. Del Vangelo restano spesso le scenografie. Del potere invece è rimasta intatta ogni struttura.

Una multinazionale in crisi

E infatti Leone XIV ha deciso di colpire proprio lì: nella macchina narrativa del Vaticano. Non una semplice nomina. Non un normale cambio di incarico. L’arrivo di Maria Montserrat Alvarado è il segnale che dentro la Santa Sede qualcuno ha finalmente compreso quanto il sistema costruito negli ultimi anni fosse diventato autoreferenziale, costosissimo e soprattutto incapace di produrre vera influenza spirituale.

La donna forte della comunicazione

La nuova donna forte della comunicazione arriva dal mondo EWTN, il gigantesco impero mediatico fondato da Madre Angelica. Altro che suorine e rosari. Quella è stata una delle più potenti operazioni mediatiche cattoliche del pianeta. Audience, marketing, fidelizzazione, linea editoriale, presenza globale. Una macchina americana capace di capire prima di Roma che la fede contemporanea passa attraverso il dominio delle immagini e della narrazione.

Chiesa: una multinazionale in crisi

La scena vista alla Cei pochi giorni fa era quasi caricaturale. Vescovi diretti verso il Sinodo accolti da un enorme totem luminoso che elencava numeri come una società quotata in borsa. Centonovantuno testate. Centocinquantasette editori. Milioni di lettori. Copie diffuse ovunque. Mancava soltanto il grafico degli utili trimestrali e qualcuno che suonasse la campanella di Wall Street.

Budget milionari

Ed è lì che si è percepito il funerale politico della lunga stagione Ruffini-Tornielli-Bruni. Anni di budget milionari, apparati enormi, centinaia di addetti, reti televisive, radio, giornali, consulenze e strutture che avrebbero dovuto evangelizzare il mondo digitale e che invece hanno spesso prodotto soltanto conservazione del potere interno, gestione dell’esistente e perpetuazione burocratica.

Una multinazionale in crisi

Il paradosso è devastante. Con tutti quei mezzi non sono riusciti né a riavvicinare i fedeli né a costruire una vera comunità mediatica cattolica. Però sono riusciti perfettamente a distribuire poltrone, proteggere correnti ecclesiastiche e mantenere in piedi un ecosistema dove tutti sembrano indispensabili tranne il messaggio originario.

Il cattolicesimo occidentale perde popolo

E mentre il cattolicesimo occidentale perde popolo, identità e credibilità, il sistema continua a celebrarsi da solo davanti ai propri numeri come un impero decadente che applaude il proprio riflesso nello specchio. La Rai paga. Il Vaticano controlla. La Cei si autocelebra e il Cristo delle periferie continua a restare fuori dall’inquadratura.

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