AGI – Israele, Libano e Usa hanno firmato a Washington un accordo quadro trilaterale di pace. L’intesa ha l’obiettivo di spianare la strada a un duraturo accordo di pace tra i due Paesi, dopo i conflitti degli ultimi mesi tra Tel Aviv e Hezbollah che hanno causato la morte di migliaia di libanesi, periti nei raid israeliani.”Siamo lieti di annunciare un accordo quadro tra il governo sovrano del Libano e, naturalmente, il governo di Israele, con la mediazione e il sostegno degli Stati Uniti d’America”, ha dichiarato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, durante la cerimonia di firma. L’accordo “avvia la creazione di un quadro di riferimento per una pace e una sicurezza durature”, ha aggiunto Rubio.
Netanyahu, Israele rimane nel sud del LibanoIsraele “rimane nella zona di sicurezza nel Libano meridionale”. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, commentando via video l’accordo quadro appena firmato a Washington. “Questo è un grande risultato e lo manterremo finche’ Hezbollah non verra’ disarmato, finche’ esistera’ una minaccia per lo Stato di Israele”, ha aggiunto Netanyahu.
Hezbollah, respingiamo negoziati con Israele
Hassan Fadlallah, membro del Parlamento libanese e rappresentante di Hezbollah, ha rilasciato una dichiarazione in merito alla firma dell’accordo quadro a Washington, scrivendo: “Riaffermiamo la posizione di Hezbollah che respinge i negoziati diretti con il nemico israeliano. Mettiamo in guardia contro la deriva politica e di sicurezza dei negoziati, che mina la sovranita’ del Libano e causa pericolose divisioni interne. Chiediamo alle autorita’ di abbandonare la via dei negoziati diretti e tutte le decisioni prese contro il popolo”.
L’intesa arriva mentre l’attività di Israele nel Golfo si consolida sempre più come una variabile in grado di mettere a rischio l’accordo tra Iran e Stati Uniti sul cessate il fuoco. “Washington fermi i sorvoli israeliani nel Golfo o reagiremo”, minacciano i Pasdaran. Il quartier generale del Comando unificato iraniano, Khatam al-Anbiya, avverte così che gli aerei militari israeliani operanti nello spazio aereo dei paesi vicini sono considerati “una minaccia” per la Repubblica Islamica.
