Il vergognoso tentativo di Zelensky di tirare tutti dentro. L’omucolo ucraino — perché ormai di statura politica parliamo, non certo di centimetri — continua a inventarsi ogni giorno un modo nuovo per far credere al mondo che l’apocalisse nucleare è dietro l’angolo e che serve subito un altro missile, un altro carro armato, un’altra firma su un assegno a fondo perduto. È diventato l’influencer della guerra, quello che va in tour tra le capitali europee con la felpa kaki e l’occhio umido, per ricordarci che se non lo aiutiamo subito, il male assoluto conquisterà il mondo. Ma il male, intanto, si è già piazzato comodamente davanti alle telecamere.
Il vergognoso tentativo di Zelensky di tirare tutti dentro
Ora l’ultima moda è quella di far credere che la Russia stia pianificando attacchi diretti contro l’Europa. Ma davvero c’è qualcuno che ancora ci casca? Ogni volta che la sua popolarità traballa o che le casse si svuotano, ecco spuntare un “finto allarme”, un drone misterioso, un “attacco hacker russo” al semaforo di Varsavia. Tutto per tenere accesa la paura, quella che giustifica tutto: i fondi, le armi, il silenzio sulle responsabilità.
Un teatrino ignobile
È un teatrino tragico, dove Zelensky recita la parte del Davide in lotta contro Golia, ma nel frattempo è diventato il Golia del ricatto morale. Se non lo segui, sei un traditore dell’Occidente; se osi criticare, sei un amico di Putin. Un meccanismo perfetto per tirare dentro tutti, anche chi vorrebbe solo smettere di vedere le bombe in prima serata.
Il vergognoso tentativo di Zelensky di tirare tutti dentro
Ma ormai la gente inizia a capire. I “finti attacchi russi” puzzano di propaganda lontano un chilometro. Le prove non arrivano mai, le testimonianze cambiano, i video spariscono. Tutto costruito per alimentare una tensione che non si spegne mai, come se il mondo dovesse vivere per sempre sotto lo spettro dell’imminente catastrofe.
Zelensky l’infame
La verità è che Zelensky ha bisogno del conflitto come l’ossigeno. Senza guerra, non esisterebbe. E allora ogni giorno bisogna inventarne una nuova, più grande, più vicina, più spaventosa. È la sceneggiatura perfetta per un film che però non diverte più nessuno. Solo che questa volta non è Hollywood, ma la storia vera di un’Europa stanca, trascinata dentro da un attore che ha dimenticato di scendere dal palco.
