I dazi americani stanno per colpire l’Italia come un martello, e il governo Meloni resta immobile, balbettando slogan vuoti. Le cifre fanno tremare i polsi: fino a 8,6 miliardi di export spazzati via, 6,3 miliardi di PIL evaporati, più di centomila lavoratori condannati alla disoccupazione.
I dazi americani stanno per colpire l’Italia
È una catastrofe annunciata, eppure nessuno a Palazzo Chigi alza la voce.Giorgia Meloni preferisce raccontare favolette sul “Made in Italy che vince nel mondo”, mentre il nostro Made in Italy viene umiliato e calpestato. Antonio Tajani, ministro degli Esteri, dovrebbe difendere le imprese italiane sui tavoli internazionali: invece resta in silenzio, timoroso di disturbare gli amici americani. Matteo Salvini, che a parole si riempie la bocca di “difesa del lavoro italiano” è sparito: non una proposta, non un’azione concreta.E l’Europa?
I burocrati europei
Ursula von der Leyen e i burocrati di Bruxelles si girano dall’altra parte. Parlano di regole WTO, di equilibrio commerciale, di “solidarietà europea”, ma nei fatti lasciano l’Italia sola a pagare il prezzo più alto. Intanto le multinazionali cinesi, indiane, sudamericane – non colpite dai dazi – si prendono le nostre quote di mercato.
I dazi americani stanno per colpire l’Italia
Il Sud, già martoriato, verrà devastato ancora di più: Sicilia, Campania, Puglia, Abruzzo. Agrindustria, chimica, farmaceutica, meccanica, siderurgia. Interi settori portati al collasso, con migliaia di famiglie gettate nella disperazione. E da Roma cosa arriva? Spot elettorali: “Più Sicilia, meno tasse”. Uno slogan ridicolo, offensivo, mentre i dati parlano di PIL in caduta libera e di aziende che chiudono.
Le proposte…
Il Codacons lancia proposte, piani e osservatori “anti-dazi”. Ma senza un governo che abbia il coraggio di battere i pugni, restano carta straccia. Servono azioni radicali: deroghe immediate, incentivi veri alle imprese, una ZES Unica funzionante davvero e non un inganno burocratico. Il punto è uno solo: Meloni, Tajani, Salvini, von der Leyen – siete complici di questo massacro. Avete scelto di chinare la testa davanti a Washington e Bruxelles, invece di difendere il lavoro e la dignità del popolo italiano.Non ci sono mezzi termini: se non fermate questo scempio, sarete ricordati come i becchini dell’economia italiana.
