Giorgia Meloni si dice fiera di Gioventù Nazionale. Ma di cosa, esattamente? Dal palco, la Presidente del Consiglio rivendica con orgoglio l’appartenenza del suo partito a Gioventù Nazionale, l’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia.
Giorgia Meloni si dice fiera di Gioventù Nazionale
Ma le recenti inchieste hanno squarciato il velo su una realtà inquietante.I Filmati mostrano saluti romani, inni al Duce, frasi antisemite e nostalgie naziste. Alcuni membri sono figli o amici di ex militanti dei NAR, il gruppo terroristico neofascista che ha insanguinato l’Italia negli anni più bui della sua storia.
Ciò che desidera
Anziché prendere le distanze da gesti e parole che richiamano l’odio e l’estremismo, Giorgia Meloni ha scelto di puntare il dito contro chi ha avuto il coraggio di accendere i riflettori. Ha bollato l’inchiesta come “atti da dittatura”, ribaltando il senso della denuncia e trasformando chi documenta in chi opprime. Un paradosso inquietante: chi mostra la verità viene accusato di censura, mentre chi la nasconde si proclama vittima, difendendo l’immagine del partito.
Giorgia Meloni si dice fiera di Gioventù Nazionale
Ma non si tratta di folklore. Non è goliardia. È una cultura politica che legittima la violenza contro chi la pensa diversamente, che inneggia a ideologie totalitarie e razziste, e che trova spazio nei corridoi del potere. Chi governa ha il dovere di prendere le distanze da ogni forma di estremismo. Difendere l’indifendibile non è leadership: è complicità.
