A Eursky Tower cambia tutto affinché non cambi nulla. Cambiano gli amministratori, cambiano le società, cambiano le alleanze, cambiano i comunicati, cambiano i vincitori delle assemblee, cambiano perfino i nemici da combattere. Rimane identica una sola cosa: la straordinaria capacità di utilizzare la morale come una clava contro gli avversari e dimenticarla appena si conquista il potere.
Eursky Tower cambia tutto affinché non cambi nulla
Per anni abbiamo assistito a una guerra combattuta nel nome della legalità. Ricorsi, contestazioni, accuse, assemblee infuocate, richiami alle regole, appelli alla correttezza amministrativa. Ogni scelta veniva presentata come una battaglia tra il bene e il male, tra chi difendeva il palazzo e chi lo stava portando verso il disastro. Oggi il palazzo si ritrova con milioni di euro di debiti dichiarati, anni di conflitti alle spalle e una comunità divisa come non mai. La domanda però è semplice. Dov’è finita tutta quella indignazione morale? Perché se davvero la morale era il principio guida, allora dovrebbe valere anche per i lavoratori della portineria. Invece sembra che davanti a turni massacranti e compensi che molti definirebbero da sfruttamento, qualcuno abbia improvvisamente perso la voce. La nuova società viene raccontata come la soluzione.
La svolta senza rinascita
La svolta, la rinascita, peccato che una rinascita costruita sulla compressione estrema del costo del lavoro assomigli più a un’operazione contabile che a un progetto etico. Il messaggio che passa è devastante: i principi valgono fino a quando non interferiscono con il bilancio… il posto di ricchi più abitato da poveri morali del mondo. A questo punto la dignità diventa una voce di spesa. Il lavoratore diventa un numero, la persona diventa un costo da comprimere. Eppure gli stessi che oggi festeggiano vittorie assembleari e ricorsi favorevoli sono quelli che per anni hanno preteso di occupare il terreno dell’etica.
Eursky Tower cambia tutto affinché non cambi nulla
Bene. Allora abbiano il coraggio di guardare negli occhi chi presidia la torre giorno e notte. Abbiano il coraggio di spiegare perché chi garantisce sicurezza, assistenza, controllo accessi e presenza costante dovrebbe accettare condizioni che molti considererebbero: da caporalato. L’inverno è stato passato dai disgraziati della vecchia portineria con le porte aperte, in un gelo notturno che non importava, visto che non arrivava nelle loro case, nelle case dei ben pensanti e nella casa dell’ex amministratrice… ahh già la “toscagna” come soprannominata in pectore, non poteva permettersi di far intervenire una ditta per mancanza di money… come si direbbe a Roma “ha più buffi di un cavallaro”. Ma moralmente non toccava soltanto a lei, le testimonianze riportano che, quei disgraziati, non avevano riscaldamenti né per il giorno né per la notte, ma l’unica risposta di solidarietà veniva soltanto da alcuni personaggi degli uffici… i condomini filosofi dell’etica se ne sbattevano.
L’amministrazione di oggi
Se vale il principio etico allora siamo lontani anni luce. Oltre ai debiti, ciò che veniva contestato alla ex amministratrice era il mondo in cui ha scelto i collaboratori: autonomamente e non con un’assemblea condominiale. Veniva accusata di fascismo e regime dittatoriale quindi, a maggior ragione deve essere rimossa. Il condominio, in una riunione autonoma, decide di passare all’attacco e quattro o cinque ipocriti sostengono la candidatura di ENA come amministrazione condominiale, ma indovinate un pò?
ENA… il fondo senza fondo
ENA fa ciò che ha fatto la vecchia amministratrice, cioè, nomina autonomamente degli “sgangherati” all’amministrazione delle torri quindi, la stessa cosa per cui è stata contestata la signora Meozzi. ENA nomina, ovviamente autonomamente alla tanto amata decisione all’interno di una assemblea condominiale, una società esterna che, in questo momento storico, dovrebbe avere la capacità di creare e fornire bilanci passati e futuri ma non ha strumenti per farlo… e questa è oltremodo testimonianza di una fonte riservata ma molto attendibile. Le condizioni delle torri sono delle più fatiscenti, strano che gli zingari non abbiano ancora occupato le case ma manca poco, veramente poco. Cancelli delle autorimesse rotti: aperti costantemente giorno e notte, le porte di accesso con la maggior parte delle chiusure e aperture con tag sono rotte, la condizione igienico sanitaria pessima, cagnolini da grembo lasciano bisogni nei corridoi e negli ascensori, ovviamente non vengono puliti dai signori e signore dell’etica.
Eursky Tower cambia tutto affinché non cambi nulla
L’amministrazione passata ha lasciato dietro di sé una montagna di problemi, 4 milione e 200 mila euro di problemi. Molti di questi debiti, a quanto pare, secondo testimonianze di alcuni condomini, si sono creati non soltanto per l’incapacità amministrativa della ex di turno, ma anche, o a questo punto soprattutto, perché molti ricchi poveri erano morosi e non pagavano le rate condominiali molto alte. Questi finti ricchi, sono andati ad abitare in quel posto, perché forniva l’oro un senso elevato di appartenenza: palestra interna, louge, lavanderia, cinema, roof garden… sapete cosa funziona? A quanto pare solo la palestra visto che le macchine della lavanderia tendono a fregare i soldi. Molti, non hanno i money per pagare le rate condominiali, ma continuano a dire che è tutta opera della Meozzi… vero, in parte però, il resto è opera dei finti ricchi delle tower.
L’amministrazione attuale rischia qualcosa di ancora più grave. Rischia di trasformare la propria presunta superiorità morale in una gigantesca operazione di facciata.
Test dell’etica
Perché il vero test dell’etica non arriva quando si combattono i propri avversari. Arriva quando si esercita il potere, ed è proprio lì che Eursky Tower continua a fallire. Si pretende trasparenza dagli altri, indulgenza per sé stessi. Si chiedono sacrifici ai lavoratori, comprensione ai residenti, pazienza ai proprietari. Intanto il palazzo continua a consumarsi dentro una guerra permanente dove tutti dichiarano di agire per il bene comune e nessuno sembra accorgersi che il bene comune non può essere costruito sulla pelle di chi ha meno forza per difendersi o, addirittura sulla falsità che tutti pagano le rate condominiali e qualcuno le ruba… (eventualmente in un prossimo articolo, visto che è un condominio di VIP in vista, faremo nome e cognome dei buffaroli).
Questa non è una battaglia tra vecchia e nuova amministrazione. Questa è la fotografia di una classe dirigente che cambia colore a seconda della convenienza, che predica principi quando è all’opposizione e scopre il pragmatismo quando arriva al comando. Un peso, una misura per tutti questa è etica. Oppure smettano di parlare di etica, perché quando la morale viene utilizzata come strumento politico e dimenticata davanti allo sfruttamento da caporalato, non si chiama più etica… Si chiama ipocrisia.
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