Secondo il rapporto “Europe’s state of water 2024” dell’Agenzia europea per l’ambiente (EEA), la condizione delle acque nell’Unione Europea sta subendo un peggioramento allarmante.

Europe’s state of water 2024

Oggi soltanto circa il 37 % delle acque superficiali (fiumi, laghi, corsi d’acqua) può essere considerato in “buono” o “elevato” stato ecologico. In molte regioni, invece, prevale un cattivo stato ambientale, con conseguenze negative su biodiversità, servizi ecosistemici e uso umano dell’acqua.Il rapporto segnala tre grandi sfide per la gestione futura delle acque in Europa:

  • Proteggere e ripristinare gli ecosistemi acquatici.
  • Ridurre l’inquinamento, perseguendo l’obiettivo “zero pollution”,
  • Adattarsi alla scarsità idrica, alle siccità e ai rischi alluvionali indotti dai cambiamenti climatici. La scarsità idrica è già oggi un fenomeno sentito: circa il 30 % del territorio dell’UE e 34 % della popolazione sperimentano condizioni di stress idrico ogni anno.

Il Sud Europa in difficoltà

Nel Sud Europa i casi più gravi compaiono già in forma permanente o stagionale. A ciò si aggiungono ondate di calore, precipitazioni irregolari e siccità prolungate, che riducono le riserve idriche del suolo e accentuano la pressione sui fiumi e le falde. Un altro dato preoccupante riguarda l’inquinamento chimico: solo il 29 % delle acque superficiali soddisfa gli standard chimici richiesti.

Europe’s state of water 2024

Le sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS), pesticidi persistenti e altri contaminanti emergenti rappresentano una minaccia crescente, anche per la salute umana. In sintesi, il rapporto EEA disegna uno scenario critico: nonostante politiche e direttive europee per la tutela delle acque (come la Direttiva Quadro Acque), gli avanzamenti sono limitati. Serve un cambiamento di passo: maggiori investimenti nelle infrastrutture idriche, promozione di soluzioni basate sulla natura (restauro fluviale, rinaturalizzazione delle zone umide), riduzione delle perdite nelle reti idriche e regolamentazioni più stringenti per gli inquinanti. Solo così sarà possibile invertire la rotta e garantire acque sane, in quantità sufficiente e di qualità, per le generazioni future.

Di Cento Righe

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