Ora c’è il Papa, Leone XIV una volta c’era Sinatra. Tra i personaggi di spicco d’America, affaristi e furfanti inclusi, c’era un detto che valeva più di mille biglietti da visita: “sai come vanno le cose abbiamo stretto la mano a Sinatra”. Una frase che sapeva di fumo di sigari, whisky d’annata e accordi presi nel retrobottega e poi magari traditi. Tradotto: siamo nel giro giusto, quello che conta, quello che non ti lascia mai a mani vuote. Sinatra era il biglietto d’ingresso, il sorriso elegante che mascherava i rapporti con chi teneva davvero le redini.

Ora c’è il Papa

Oggi, però, quel detto è vecchio come i juke-box. Al suo posto ne sta nascendo uno nuovo: “sai come vanno le cose abbiamo stretto la mano a Leone XIV”. Suona bene, no? Peccato che non sia un cantante, ma il Papa in persona. L’uomo che, invece di brandire la croce contro i mercanti del tempio, li accoglie sul sagrato con la benedizione pronta e la mano tesa. Un tempo c’erano i padrini siciliani, oggi ci sono i sorrisi papali. Il risultato non cambia: legittimazione garantita, con tanto di incenso.

Steinge mani bagnate di crimine

Leone XIV non ha mai visto una mano che non gli piacesse. Che sia intrisa di sangue, che profumi di petrolio, che sia sporca di tangenti o di guerre, poco importa. Lui stringe. E nel stringere conferisce patente di rispettabilità. È il marketing perfetto: tu dittatore, tu criminale, tu politico impresentabile, passi in Vaticano e diventi subito una persona “dialogante”.

Ora c’è il Papa non più Sinatra

E così, al posto del crocifisso, nell’immaginario popolare resta solo la stretta di mano. Un gesto che vale più di un’enciclica: perché quando il Papa ti stringe la mano, non importa se hai massacrato popoli o venduto armi, sei uno di quelli che “contano”. La Chiesa che dovrebbe difendere gli ultimi, oggi è diventata l’agenzia stampa dei primi.

Ora si dirà così

Il nuovo detto, “sapete come vanno le cose abbiamo stretto la mano a Leone XIV”, ha persino più fascino del vecchio. Sinatra poteva introdurti a una serata con la mafia; Leone XIV ti introduce nell’eternità della finta moralità. È un upgrade: dal casinò di Las Vegas alle navate di San Pietro, il passo è breve.

E mentre i fedeli credono alle omelie, i potenti si fregano le mani — e il Papa le stringe tutte. La commedia è servita, con tanto di ostia e calice.

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