“Ecco il ‘Melonellum”: nuova legge elettorale con premio al 42% e preferenze semi-bloccate.
La Camera dei deputati ha approvato oggi in via definitiva (227 voti favorevoli, 164 contrari, nessun astenuto) la riforma della legge elettorale nota come ‘Stabilicum’, o ‘Melonellum’ secondo le opposizioni. Il provvedimento, promosso dal centrodestra, sostituisce il precedente sistema in vigore dal 2017, il ‘Rosatellum’ (legge n. 165/2017, dal nome del deputato Ettore Rosato).
“Ecco il Melonellum”
Il testo, dopo un iter iniziato a febbraio alla Camera e un passaggio estivo, è tornato a Montecitorio per il via libera definitivo dopo le modifiche apportate dal Senato (tra cui l’introduzione delle preferenze). Per la sua entrata in vigore definitiva si attende la promulgazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. La nuova normativa regolerà le prossime elezioni politiche previste per il 2027. Impianto di base e premio di governabilità: lo Stabilicum abbandona il sistema “misto” del Rosatellum per adottare un sistema di base proporzionale, articolato in circoscrizioni e collegi plurinominali, in cui i seggi vengono assegnati in proporzione ai voti ottenuti.
Premio di governabilità
A correggere la natura puramente proporzionale interviene un premio di governabilità (premio di maggioranza). Condizione di attivazione: La lista o la coalizione vincitrice deve ottenere almeno il 42% dei voti validi sia alla Camera sia al Senato.
Entità del premio: se la soglia è raggiunta, scatta un’assegnazione supplementare di 70 seggi alla Camera e 35 seggi al Senato (per un totale di 105 parlamentari in più).
“Ecco il Melonellum”
Tetto massimo (Cap): al netto del premio, la coalizione vincitrice non potrà superare il limite massimo di 220 parlamentari alla Camera e 113 al Senato, salvaguardando così le maggioranze qualificate per le riforme costituzionali e l’elezione del Capo dello Stato.
Assenza di ballottaggio: Nella versione iniziale era previsto un turno di ballottaggio tra le prime due forze in caso di mancato raggiungimento del 42%; tale meccanismo è stato definitivamente eliminato. Se nessuna coalizione raggiunge la soglia, i seggi sono ripartiti in modo interamente proporzionale, senza alcun premio.
Le soglie
Soglie di sbarramento e ripescaggio: le soglie di sbarramento ricalcano in gran parte quelle del precedente Rosatellum, con fissazione al 3% a livello nazionale per le liste singole e 10% per le coalizioni. Meccanismo di ripescaggio: all’interno delle coalizioni che superano il 10%, ottiene seggi anche la prima lista interna che non ha raggiunto la soglia del 3%. Ai fini del computo della soglia del 42% per il premio di maggioranza, concorrono i voti di tutte le liste della coalizione, anche di quelle sotto il 3%.
Sistema di voto, preferenze e candidati “semi-bloccati”: a differenza del Rosatellum (che prevedeva listini interamente bloccati), lo Stabilicum introduce un modello di preferenze “semi-bloccate”.
“Ecco il Melonellum”
Composizione delle liste: le liste nei collegi sono formate da sette candidati, con un capolista bloccato (scelto dai partiti e graficamente separato) seguito da un elenco di sei candidati.
Espressione del voto: l’elettore può esprimere fino a tre preferenze per i candidati della lista votata (escluso il capolista). Le preferenze devono rispettare l’alternanza di genere (es. maschio-femmina-maschio o viceversa), pena l’annullamento della preferenza o del voto.
Modalità di espressione: è possibile votare tracciando un segno sul simbolo della lista, sulla lista circoscrizionale collegata, o su entrambi.
La candidatura
Candidatura alla presidenza del Consiglio: la legge introduce l’obbligo formale per ogni lista o coalizione di indicare il nome del proprio candidato alla presidenza del Consiglio all’atto del deposito del contrassegno e del programma elettorale. Tale nominativo non comparirà sulla scheda elettorale. La norma esplicita il rispetto dell’articolo 92 della Costituzione: l’indicazione ha valore politico programmatico e lascia del tutto immutate le prerogative del Presidente della Repubblica nella nomina del capo del governo.
“Ecco il Melonellum”
Requisiti di sottoscrizione (le firme): per contrastare la frammentazione politica, la riforma modifica le soglie di firme necessarie per la presentazione delle liste. La soglia ordinaria per i partiti privi di gruppi parlamentari in corso, il numero di firme richieste per collegio passa da 1,500-2,000 a 6,000-7,000, portando il totale nazionale a oltre 300.000 sottoscrizioni. Esenzioni: restano esentati i partiti con gruppi parlamentari consolidati in entrambe le Camere dall’inizio della legislatura, i partiti delle minoranze linguistiche riconosciute, e le forze con almeno un gruppo in almeno una Camera al 31 dicembre 2025 (come Azione o Italia Viva). Per le forze con una semplice “componente” in un ramo del Parlamento restano validi i requisiti ridotti precedenti (1.500-2,000 firme).
Voto fuori sede
Voto dei fuori sede, caregiver e italiani all’estero: Viene introdotta la disciplina per il voto fuori sede per motivi di studio o lavoro (permanenza minima di 9 mesi) e per motivi di cura (permanenza di almeno 3 mesi). Tale facoltà viene estesa anche ai caregiver familiari che assistono congiunti in un’altra regione per periodi prolungati. Italiani all’estero: la circoscrizione estero subisce una forte revisione. Per la Camera le ripartizioni geografiche passano da quattro a due (Europa e Resto del Mondo), mentre per il Senato le quattro ripartizioni vengono abolite e sostituite da un’unica circoscrizione mondiale basata su liste uniche e preferenze.
