E poi? E poi Nessun Dorma! La notte non è stata una veglia rock pop: ma la continuazione di un sogno insistente. Un sogno che resiste all’oblio, alla fatica, al silenzio. Ieri sera, al concerto “Nessun Dorma – per la Palestina”, ogni artista è stato una parola di quel sogno, la voce un’alba possibile.
E poi? E poi nessun dorma
La scaletta, intessuta con accortezza ha tessuto un percorso dove le birbe della musica italiana hanno sfiorato il confine del sacro. Sul palco si sono alternati: Ariete, Brunori Sas, Calibro 35, Emma Nolde, Eugenio in Via di Gioia, Fulminacci, I Cani (solo), Giovanni Truppi, Mai Mai Mai, Margherita Vicario, Marta Del Grandi, Peter White, Savana Funk, e Tareq Abu Salameh. Non è cosa da poco: è una filigrana di stili, di accenti, di timbri che nel loro diversissimo respiro creano un coro fragile ma resistente.
Tra cultura, poesia e comunicazione
Emma Nolde, con la sua acuta cultura musicale ha introdotto ombre e chiarori che saturano l’anima. Brunori Sas, con parole scolpite nel marmo ha scalfito la superficie improvvisando un diario pubblico che sa di verità. I Cani hanno scelto l’eleganza dei toni dark, l’intensità trattenuta, la raffinatezza come un velluto nero che però non nasconde il sangue.
E poi? E poi nessun dorma
E tutti gli altri, Ariete, Fulminacci, Vicario e gli altri nomi della scaletta, sono stati come pietre vive in un mosaico luminoso: ciascuno con il proprio respiro, con la propria inquietudine, col proprio canto che arde di indignazione e d’amore. Quando il sipario sonoro è caduto sul brano finale, nessuno se n’è andato. Il pubblico è rimasto sospeso, nella luce tenue, nei silenzi che pesano come verità. L’aria fresca portava i sussurri di quella notte che non è stata la prima: altri concerti, altre voci, altre ribellioni. E poi? E poi nessun dorma.
