IL VALORE ASSOLUTO DELLA DISERZIONE.
Quando i governi smettono di ascoltare i popoli, la democrazia diventa una scenografia, una sala illuminata davanti alla quale si celebrano decisioni già prese altrove. Ai cittadini viene chiesto di applaudire, pagare, partire, morire. Il potere conserva la propria poltrona, mentre la patria viene infilata nelle bare silenziose degli altri.

Il valore assoluto della diserzione

La guerra per il potere ha bisogno soprattutto di cieca obbedienza, di uomini disposti a chiamare dovere ciò che la propria coscienza riconosce come vergogna. Ha bisogno di madri rassegnate, di giovani innocenti consegnati alla disciplina, di cittadini convinti che il sacrificio sia inevitabile. La diserzione spezza proprio questa catena.

Civismo avanzato

Disertare una guerra significa sottrarre il proprio corpo alla fredda contabilità degli interessi, rifiutare che la vita diventi carburante per brutali ambizioni imperiali, spartizioni territoriali, mercati insanguinati. Significa guardare un altro uomo senza accettare che un decreto lo trasformi automaticamente in bersaglio. La coscienza riprende possesso delle proprie mani.

Il valore assoluto della diserzione

Chiameranno vigliacco chi rifiuta, perché il potere conosce bene il ricatto delle parole. Vestirà l’obbedienza di eroismo, la paura di disciplina, la morte di onore. Ma quale coraggio possiede chi ordina una strage dal comodo riparo di un palazzo? Quale nobiltà custodisce chi pretende altro sangue senza offrire il proprio?

Il valore assoluto

Il valore assoluto della diserzione abita qui, nella dignità umana che precede qualsiasi comando e sopravvive a qualsiasi bandiera. Nessun governo dovrebbe possedere il diritto morale di sequestrare una coscienza. Nessuna retorica patriottica può rendere giusto ciò che distrugge famiglie, città, infanzie, lasciando ai responsabili soltanto nuove occasioni di profitto.

Diserzione!

Questo è il nuovo civismo avanzato: assumersi la responsabilità del rifiuto, sostenere chi obietta, pretendere diplomazia, rendere pubbliche le menzogne, togliere consenso alla fabbrica della guerra. Una cittadinanza adulta non consegna il proprio giudizio nelle mani dei governanti. Lo esercita con maggiore fermezza soprattutto quando disobbedire costa più che piegarsi.

La forma del bene

La protesta prende forma quando il rifiuto individuale incontra una solidarietà collettiva, quando nessuno viene lasciato solo davanti alla macchina che pretende di schiacciarlo. Servono piazze, parole, organizzazione civile, una pressione politica capace di rendere impraticabile l’arroganza del comando. I popoli possono interrompere l’ingranaggio che li vuole nemici per convenienza.

Il valore assoluto della diserzione

Disertiamo anche il linguaggio che prepara le guerre, gli applausi ai bombardamenti, l’indifferenza verso le vittime innocenti, la comodità di sentirci innocenti perché lontani. Il potere teme una coscienza che si alza più di una folla che marcia al suo comando. La pace comincia quando smettiamo di prestargli noi stessi.


© Hans CPC – centorighe.com

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