È la giornata mondiale dell’autismo. Ed è il momento di fermarsi davvero. Non per celebrare in modo superficiale, ma per fare un bagno di umiltà, di quelli profondi, che spogliano e mettono a nudo.

È la giornata mondiale dell’autismo

È il momento di smettere di pensarci come esseri superiori o, peggio ancora, come esseri illuminati.La verità è più semplice, più cruda: tutti, e ripeto tutti, viviamo dentro limiti e fragilità.Vivere l’autismo non è qualcosa che riguarda “gli altri”. È uno specchio. È un invito ad essere onesti con noi stessi. Ad accettare quei tratti che ci abitano: psicologici, caratteriali, comportamentali, morali.

Quello che vediamo degli altri è facile…

Alcuni li vediamo chiaramente, altri li nascondiamo così bene da dimenticarcene.Il tratto fisico è quello più visibile, quello che ci rassicura perché possiamo osservarlo, definirlo, etichettarlo. Ma è anche quello che ci distrae di più. Perché mentre guardiamo fuori, evitiamo di guardare dentro.E così indossiamo maschere. Ogni giorno. Maschere sociali, morali, emotive. Ci raccontiamo di essere unici, diversi, speciali… ma spesso è solo un modo elegante per fuggire da ciò che non vogliamo affrontare.

È la giornata mondiale dell’autismo

Eppure la verità resta lì, immobile.Tutti abbiamo fragilità. Tutti abbiamo crepe. Tutti abbiamo quei tratti che ci mettono in difficoltà, che ci fanno inciampare, che ci costringono a fare i conti con noi stessi.Le mie? Le dipendenze.Non le nascondo più. Non le maschero più. Le riconosco, le guardo, ci convivo. Perché è solo da lì che può nascere qualcosa di autentico.E voi?Quali sono le vostre fragilità?

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