Mi sto domandando da giorni dove si siano nascosti i cosiddetti fratelli arabi. Quelli che per anni hanno gridato “Palestina libera!”, che hanno sventolato bandiere e bruciato simboli occidentali, che hanno costruito la propria identità politica sull’opposizione a Israele e sull’idea di un mondo arabo unito nella difesa del popolo palestinese. E ora? Ora che Gaza brucia, che i bambini muoiono tra le macerie e che l’ingiustizia è diventata un’abitudine, dove siete finiti?
Dove si sono nascosti i cosiddetti fratelli arabi
Silenzio. Solo silenzio. Un silenzio che pesa come una colpa. Un silenzio che racconta più di mille parole. Iran, Iraq, Pakistan, Yemen, Siria, Egitto, Arabia Saudita, Emirati… tutti muti. Tutti improvvisamente diventati diplomatici, prudenti, “moderati”. Tutti pronti a indignarsi per un post, ma incapaci di muovere un dito mentre la Palestina viene strangolata ogni giorno di più. L’Iran, che si proclama baluardo della resistenza, ha risposto con un colpo di scena mediatico e poi si è ritirato nell’ombra, lasciando morire lentamente la narrativa che aveva alimentato per decenni. L’Iraq, un Paese ancora in ginocchio, non riesce più nemmeno a fingere una posizione politica. Il Pakistan, intrappolato nei suoi giochi di potere interni, si limita a condanne rituali, parole vuote per salvare la faccia. E lo Yemen, lacerato e affamato, ha perso anche la voce per gridare.
Ma la solidarietà araba?
Ciò che una volta chiamavano “solidarietà araba” oggi è diventato un esercizio diplomatico di ipocrisia. I governi arabi si sono inginocchiati davanti agli interessi economici, ai contratti, ai rapporti con Washington e Tel Aviv. Gli stessi che un tempo sventolavano la causa palestinese come simbolo di orgoglio nazionale oggi firmano accordi di normalizzazione, vendono armi, comprano silenzi.
Dove si sono nascosti i cosiddetti fratelli arabi
Forse la verità è che il mondo arabo non esiste più come unità, ma come mosaico di paure e compromessi. Ogni Paese pensa a se stesso, alla propria sopravvivenza, al proprio petrolio. I palestinesi, invece, restano soli, come sempre. Usati, citati, strumentalizzati, ma mai davvero difesi.
Dove siete finiti?
E allora sì, mi domando dove siano finiti i “fratelli arabi”. Forse non sono mai esistiti davvero. Forse erano solo un riflesso nel deserto, una bugia utile a legittimare poteri corrotti. O forse si sono semplicemente abituati alla vergogna. Perché tacere davanti a un massacro non è neutralità: è complicità.
