È strano il mercato della telefonia, non sia mai che si pensi a un cartello eppure, quando meno te lo aspetti, magari dopo mesi di sublime servizio la tua linea telefonica barcolla come un vecchio alcolizzato. Ma se ci fosse un cartello? Un accordo sommario tra le compagnie telefoniche che a turno abbassano volontariamente la qualità del servizio per favorire la momentanea crescita delle concorrenti? Scusatemi, il mio povero cervello folle mi fa vedere complotti ovunque, ma lo stesso dubbio venne ai molti riguardo le assicurazioni e alla fine a pensar male ci si inserta.

È strano il mercato della telefonia

Eppure, osservando con un minimo di lucidità, non sembra poi così assurdo. Ogni volta che un gestore cade in disgrazia, improvvisamente un altro diventa la nuova rivelazione del momento: rete stabile, offerte irresistibili, assistenza gentile come una voce d’angelo. Poi, pochi mesi dopo, l’incanto svanisce. La connessione si indebolisce, le chiamate si interrompono, le promesse evaporano come nebbia. E tu, cliente fedele ma disilluso, cambi operatore.

La gabbia

Così continua il giro, infinito, una giostra invisibile dove a vincere non è mai l’utente, ma il sistema stesso.Le aziende sanno che la frustrazione è un motore potente: ti spingono a fuggire, ma solo verso un’altra prigione. Ti danno la libertà del cambio, ma è una libertà illusoria, perché il recinto è sempre quello, solo più colorato. Si chiama concorrenza, ma odora di strategia coordinata, di diplomazia economica tra giganti che si spartiscono le fette di un mercato ormai saturo.

È strano il mercato della telefonia

Mentre noi ci illudiamo di scegliere, di premiare chi “funziona meglio”, loro testano i limiti della nostra sopportazione, regolano le antenne e i disservizi come un’orchestra di disturbi calcolati. Un giorno ti senti connesso al mondo, il giorno dopo isolato come un naufrago. Forse è solo sfortuna, o forse è una coreografia perfetta, una sinfonia del caos progettata per farci restare comunque dentro, sempre dipendenti, sempre connessi… anche quando la connessione non c’è.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *