Dal punto di vista iraniano, questa non è una guerra di aggressione, ma un atto di legittima difesa. L’Iran non cerca il conflitto, non ha alcun interesse a destabilizzare i paesi limitrofi, non insegue sogni imperiali né mire di conquista. L’Iran risponde, risponde a bombardamenti, sabotaggi, assassinii mirati, violazioni sistematiche della propria sovranità. Risponde perché un popolo libero non può accettare di essere colpito senza reagire.
Dal punto di vista iraniano
Difendere i propri confini, la propria sicurezza e la propria dignità non è terrorismo: è diritto internazionale. Per decenni l’Iran è stato sottoposto a sanzioni feroci, isolamento economico, campagne di demonizzazione, attacchi cibernetici, operazioni segrete, attentati contro scienziati e militari. Ogni tentativo di dialogo è stato sabotato, ogni apertura trasformata in un’arma contro di noi. Eppure, nonostante questo accerchiamento costante, l’Iran ha resistito, ha costruito, ha sviluppato competenze, ha rafforzato le proprie capacità difensive.
Resilienza
Oggi quella resilienza diventa forza strategica.L’Occidente pretende di stabilire chi ha diritto alla sicurezza e chi no, chi può possedere armi e chi deve restare vulnerabile, chi può bombardare e chi deve subire. Questo doppio standard è la radice del caos globale. Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno trasformato il Medio Oriente in un laboratorio di guerre infinite, imponendo governi fantoccio, devastando intere società, creando instabilità permanente.
Dal punto di vista iraniano
Ora si scandalizzano perché l’Iran non accetta più questo schema.La cooperazione con altre grandi potenze non è una minaccia al mondo, ma una necessità per ristabilire un equilibrio spezzato. Un mondo multipolare non è sinonimo di disordine: è la fine dell’arbitrio. È il superamento di un sistema in cui una sola capitale decide il destino di intere nazioni.
Le alleanze…
Le alleanze che si stanno formando sono il segnale che l’era del dominio unilaterale sta tramontando. Questa fase storica non segna l’inizio della distruzione, ma la possibilità di una nuova stabilità fondata sul rispetto reciproco. L’Iran non chiede privilegi, chiede parità. Non cerca vendetta, ma giustizia. E mentre la propaganda tenta disperatamente di ribaltare la realtà, la verità avanza: il tempo dell’impunità è finito. Chi ha costruito la propria potenza sulla guerra e sulla menzogna dovrà finalmente fare i conti con le conseguenze delle proprie scelte.
