Chiesa e massoneria: è come il segreto di Pulcinella. C’è qualcosa di profondamente comico – se non fosse tragico – nel teatrino eterno del rapporto tra vescovi e massoneria. Ufficialmente nemici mortali, nella pratica ottimi colleghi di corridoio. Una relazione tossica, fatta di condanne pubbliche e carezze private, di scomuniche sulla carta e brindisi sottobanco. Il capolavoro assoluto dell’ipocrisia istituzionale.

Chiesa e massoneria: è come il segreto di Pulcinella

Da secoli la Chiesa dichiara la massoneria incompatibile con il Vangelo. Lo ripete con solennità, lo incide nei documenti, lo scolpisce nella dottrina. Poi però, come in ogni relazione patologica che si rispetti, torna sempre a cercarla. Perché la massoneria non è solo simbolismo e rituali: è rete, potere, influenza, contatti, scorciatoie. Tutte cose di cui un vescovo-manager non può più fare a meno.

Il pastore di riti e soldi

Il pastore con l’odore delle pecore è stato rottamato. Al suo posto abbiamo il vescovo dirigente, il monsignore stratega, il prelato lobbista. Un professionista della relazione opaca, un funambolo del compromesso, un artista del doppio linguaggio. E la massoneria, in questo, è una scuola perfetta: discrezione, appartenenza selettiva, silenzio strategico, protezione reciproca. Più che incompatibili, sembrano fatti l’uno per l’altra.
Le affinità sono imbarazzanti: entrambe amano i riti, entrambe amano i simboli, entrambe coltivano il mistero.

Chiesa e massoneria: è come il segreto di Pulcinella

Entrambe costruiscono gerarchie rigide, entrambe parlano per allusioni. Cambia solo il copione: in chiesa si recita Dio, in loggia si recita l’Uomo. Ma il potere resta il vero protagonista. Così accade che la domenica si condanni la massoneria come madre di ogni male e il lunedì si sieda con i suoi rappresentanti a discutere di “dialogo culturale”, “inclusione”, “fratellanza universale”.

Un balletto grottesco

Un balletto grottesco dove tutti fingono di non vedere ciò che è evidente: che sotto la talare batte sempre più spesso un cuore massonico, pragmatico, freddo, calcolatore. La parola magica è sempre la stessa: dialogo. Oggi tutto è dialogo. Si dialoga con chiunque, soprattutto con chi conta. Il dialogo non è più strumento di ricerca della verità, ma anestetico della coscienza… serve a giustificare qualsiasi compromesso, qualsiasi cedimento, qualsiasi abbraccio impresentabile.

Chiesa e massoneria: è come il segreto di Pulcinella

È la foglia di fico dell’opportunismo clericale.
Nel frattempo, i fedeli vengono nutriti con prediche sulla purezza, la coerenza, il sacrificio. Mentre i loro pastori praticano l’arte suprema dell’ambiguità. A loro si chiede la fede cieca. In alto si coltiva il calcolo lucido. A loro la croce. Ai vertici, le reti di potere.
Ed ecco nascere la nuova figura dominante: il vescovo liquido. Senza spigoli, senza posizioni nette, senza identità riconoscibile. Pronto a condannare tutto e il contrario di tutto, purché nulla turbi gli equilibri. Un uomo che ha sostituito la fede con la diplomazia e il Vangelo con l’agenda.

Altro che apertura questa è fusione

Questa non è apertura, non è dialogo, non è modernità. È semplicemente una resa. La resa di una Chiesa che non crede più abbastanza in se stessa da permettersi di essere scomoda. E allora preferisce essere accolta nei salotti del potere piuttosto che restare fedele alla propria radicalità.
Tra l’altare e la loggia, molti hanno già scelto: non Dio, non l’uomo, ma il sistema.
E quando una religione smette di disturbare il potere, diventa solo una sua decorazione.

Fonti storiche e giornalistiche riportano numerose segnalazioni di sacerdoti e prelati affiliati a logge, soprattutto in Francia e Italia negli anni ’70–’80.Rassegne documentali riportano:“oltre 150 sacerdoti di alto rango iscritti alla massoneria” secondo inchieste giornalistiche del tempo.Già nel 1974 la Congregazione per la Dottrina della Fede emette una dichiarazione ufficiale per ribadire la scomunica, proprio perché il fenomeno delle infiltrazioni era ormai diffuso:riaffermazione delle sanzioni contro l’appartenenza massonica dei cattolici.Questo documento nasce per arginare una prassi ormai dilagante.

Esistono prove storiche di dialoghi diretti

  • Esistono incontri riservati documentati.
  • Esistono richiami papali espliciti a vescovi collusi.
  • Esistono indagini episcopali segrete sulla compatibilità.
  • Esistono numerose inchieste su affiliazioni nel clero.

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