Di tutto ciò che ha detto il Papa oggi non c’è una parola da Papa. Commento inutile verso popolazioni che vengono distrutte dal “suo Presidente”. Ormai è un dato di fatto che questo Papa sia un burattino guidato un po’ da Trump e un po’ dalle logiche economiche tanto care al Vaticano. Ma la cosa più spregevole è la morbidezza con cui tratta le stragi in atto. Gli Ebrei di Israele hanno bombardato una scuola femminile in Iran e lui non se n’è occupa? Non è un Papa è semplicemente un affittacamere ai pellegrini sparsi nel mondo.

Di tutto ciò che ha detto il Papa oggi non c’è una parola da Papa

“Fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile”. Papa Leone XIV ha parlato di corpi flagellati dalla violenza, crocifissi dal dolore, abbandonati nella miseria, sottolineando che proprio su queste ferite Cristo riversa la luce nuova della Pasqua. La Trasfigurazione diventa così il segno che nessuna condizione umana è condannata all’oscurità definitiva.

Non importa a quei corpi morti della trasfigurazione di Cristo

Il Papa ha poi richiamato la responsabilità personale e collettiva di interrompere i meccanismi dell’odio, della vendetta e della sopraffazione, chiedendo ai fedeli di: disarmare il cuore, spezzare la logica della violenza, scegliere la via della compassione, farsi strumenti di riconciliazione.

Di tutto ciò che ha detto il Papa oggi non c’è una parola da Papa

Ha ribadito che la pace non nasce dalla forza, ma dalla conversione interiore, dalla capacità di guardare l’altro non come nemico, ma come fratello. Parole levigate, formule rassicuranti, immagini mistiche che scorrono lisce mentre la storia brucia. Frasi che potrebbero essere pronunciate in qualsiasi tempo e in qualsiasi luogo, perché non toccano mai davvero la carne viva dei fatti. Nessun nome, nessuna responsabilità, nessun colpevole. Solo astrazioni spirituali buone per anestetizzare le coscienze e lasciare che il massacro continui indisturbato.

Una scuola distrutta con le persone dentro

Quando una scuola viene bombardata, quando bambini e donne vengono sepolti sotto le macerie, non servono metafore luminose: serve una voce che gridi. Un Papa dovrebbe essere questo: una coscienza che disturba il potere, non un cerimoniere che lo accarezza. Ma oggi la Chiesa sembra preferire la prudenza diplomatica alla verità, l’equilibrismo politico alla giustizia, la neutralità alla difesa degli innocenti.

Senza anima

Così l’Angelus diventa un rito svuotato, una liturgia dell’impotenza, dove la pace viene invocata senza mai nominare la guerra, e la compassione resta parola sterile, incapace di farsi denuncia, scandalo, rottura. Un Vangelo senza croce, una fede senza coraggio, una guida senza voce.

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